[10/12/2007] Aria

Gli Usa respingono gli obiettivi di Bali

LIVORNO. Se qualcuno tra i rappresentanti dei 180 governi presenti a Bali, dopo le elezioni australiane e la debacle dei conservatori aniti-Kyoto amici di Bush, sperava in un ammorbidimento o ad un ripensamento degli Usa sarà sicuramente rimasto deluso da quanto ha detto oggi nell’isola Harlan Watson, il capo-delegazione Usa alla conferenza mondiale sui cambiamenti climatici.

Il rappresentante statunitense ha detto che il suo governo respinge gli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra fissate dai Paesi sviluppati, che faranno parte della “road map” dei negoziati che mirano a concludere un nuovo accordo sul clima entro due anni. «Gli Stati Uniti – ha detto Watson durante una conferenza stampa a Bali – sperano che la conferenza sul clima possa terminare venerdì con la conclusione di un accordo che punti a pervenire ad un nuovo trattato sul cambiamento climatico. E’ un pregiudizio quello di fissare degli obiettivi».

Il “pregiudizio”, secondo la delegazione Usa, consisterebbe nella proposta definitiva depositata da Indonesia, Sudafrica e Australia che chiede ai Paesi ricchi di ridurre tra il 25% e il 40% le loro emissioni di gas serra entro il 2020 «per evitare un cattivo impatto sul clima.». «La nostra posizione di fronte al Protocollo di Kyoto rimane immutata» ha detto con durezza Harlan Watson, rimane cioè quella contestatissima, anche in patria, posizione del presidente George W. Bush (Nella foto) che si oppone al Protocollo di Kyoto, e secondo la quale i 36 paesi industrializzati devono ridurre le loro emissioni di gas serra del 5% durante il periodo 2008 - 2012.

Secondo Watson, gli obiettivi di riduzione di gas serra tra il 25% e il 40% «sono basati su incertezze e qualche studio scientifico dell’Onu». In materia è evidentemente più scientifica la isolatissima posizione politica di Bush che quella di studi dell’Ipcc il cui valore è universalmente riconosciuto. Gli Usa sono sia il più grande inquinatore planetario che l’unico Paese industrializzato del mondo a non aver firmato il Protocollo di Kyoto, ma non sembrano affatto spaventati e preoccupati dalla loro posizione.

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