[10/12/2007] Trasporti

Aumenta il commercio marittimo, ma anche incidenti e emissioni

LIVORNO. Secondo la Review of maritime transport (Rmt), una pubblicazione della Conferenza sul commercio e lo sviluppo dell’Onu (Unctad), il commercio marittimo internazionale ha registrato un aumento del 4,3% nel 2006 grazie alla buona salute dell’economia mondiale e soprattutto di quella asiatica. Comprendendo tutte le modalità di trasporto, il volume mondiale dello scambio di merci, ha registrato un rialzo dell’8% nel 2006, il doppio del tasso di crescita del Pil mondiale nello stesso periodo.

La pubblicazione dell’Unctad afferma che «all’inizio del 2007, il volume della flotta mercantile nel mondo ha conosciuto un aumento dell´ordine dell’8% in rapporto al 2005, oltrepassando per la prima volta la cifra di 1 miliardo di tonnellate di peso. Il Paesi in via di sviluppo detengono il 31% di questo tonnellaggio contro il 66% per i Paesi industrializzati, il 3% appartiene ai Paesi con economie in transizione».

Il rapporto indica che l’aspetto della sicurezza, come dimostrano le recenti catastrofi, prima in Russia-Ucraina e poi quella devastante in corso nelle acque coreane a causa della falla apertasi in una petroliera battente bandiera di Hong Kong, come una delle preoccupazioni prioritarie per il trasporto marittimo.

Secondo uno studio dell’Unctad pubblicato quest’anno, i costi legati all’applicazione delle disposizioni che figurano nel Codice internazionale per la sicurezza delle navi e delle installazioni portuali (Isps), adottato sotto gli auspici della International marittime organization, dovrebbero raggiungere tra gli 1,1 e i 2,3 miliardi di dollari per partire e gli 0,4 - 0,9 miliardi di dollari all’anno in seguito.

Il codice Isps è entrato in vigore nel luglio 2004, ma le tragedie ambientali del mare si susseguono sempre più frequentemente, rincorrendosi lungo le rotte delle merci e del petrolio in un incessante traffico.

Secondo un rapporto di Intertanko, i trasporti marittimi hanno un forte costo in termini ambientali, esclusi i naufragi e gli incidenti, le 90 mila navi da trasporto che percorrono mari ed oceani consumano tra i 350 e i 4190 milioni di tonnellate di carburante, scaricando nell’atmosfera 1,2 milioni di tonnellate di CO2 . Le emissioni delle navi sono raddoppiate negli ultimi 6 anni, sias a causa dell’aumento del traffico che dell’aumento della velocità delle navi nel raggiungere i porti. Ma, nonostante tutto, il trasporto marittimo rimane quello a più bassa intensità di emissioni: «per trasportare una tonnellata di carico per chilometro – spiega Le Scienze che riprende i dati di Intertanko - un aereo produce 540 grammi di anidride carbonica, contro i 15 di una nave».

Per Intertanko il trasporto marittimo dovrà essere sottoposto ad ulteriori regolamentazioni, a partire dall’uso di carburanti distillati, al posto dei combustibili densi usati oggi. Aumenterebbero i costi, ma diminuirebbero le emissioni di CO2 e di ossido di zolfo.

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