[07/12/2007] Rifiuti

Rifiuti da Bagnoli a Piombino: presentato il nuovo accordo

PIOMBINO (Livorno). Alla fine il nuovo accordo quadro Bagnoli-Piombino per il trasferimento dei rifiuti dall’ex area industriale napoletana alla vasca di colmata del porto piombinese è stato presentato ufficialmente. Il sindaco Gianni Anselmi ha presentato il nuovo accordo insieme al relativo allegato tecnico e al cronoprogramma, inviati dal ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo economico. Un documento che ha subito modifiche sostanziali nel corso degli ultimi mesi, in seguito all’ampia discussione che si è svolta sul territorio.

Le novità sostanziali sono state riassunte dal sindaco in quattro blocchi principali: garanzie di natura ambientale, garanzie di natura finanziaria, l’ingresso nell’accordo di attività di ricerca e sperimentazione tecnologica, l’abbinamento delle bonifiche allo sviluppo degli investimenti industriali quindi il coinvolgimento nell’operazione dei rifiuti che vengono annualmente prodotti dalla Lucchini.

«Entro i quattro mesi successivi alla firma dell’accordo infatti – ha spiegato Anselmi - saranno dettate le linee guida per le bonifiche del Sin di Piombino, con la caratterizzazione del sito in rapporto ai piani industriali delle aziende (Lucchini, Dalmine, Magona). Prevista inoltre la messa in sicurezza della colmata di Piombino Nord, area del padule».

Per quanto riguarda il primo punto, relativo alle garanzie ambientali, ci sarebbe la certezza che i materiali che arriveranno sono tutti “non pericolosi” e depurati anche dei cosiddetti “hot spot”: «si tratta infatti di materiali direttamente refluibili nelle vasche di colmata secondo la normativa vigente - ha specificato il sindaco - e classificati come B-10. Confermata inoltre la presenza del Nucleo di tutela ambientale dei Carabinieri per i controlli dei materiali, con la clausola di non recepimento dei sedimenti nel caso ci sia qualche anomalia rispetto all’accordo. Nessun stoccaggio o trattamento in loco sarà effettuato a Piombino, tanto che per la 398 verrà utilizzato il Cic prodotto con la piattaforma Tap, senza utilizzare quindi i materiali di Bagnoli».

Rispetto all’accordo del 31 luglio aumenterebbero anche le garanzie finanziarie. «Adesso infatti la prima fase – ha spiegato il primo cittadino piombinese - pari a oltre 270 milioni compresi i 60 milioni per la 398, è interamente coperta, mentre in precedenza una parte del finanziamento doveva essere reperito con la cessione dei volumi del porto».

Interessante infine l’inserimento del ministero dell’Università e della Ricerca scientifica tra i soggetti sottoscrittori dell’accordo, con la previsione di avviare attività di sperimentazione sulle tecnologie per il trattamento dei materiali inquinati. «Una questione che apre nuove prospettive per Piombino – ha concluso Anselmi - in termini di arricchimento di competenze e di crescita dal punto di vista culturale e scientifico».

Sui tempi infine il sindaco è sicuro: «Ora dobbiamo aggiornare la città, con un passaggio molto serrato di incontri con i cittadini, le associazioni, il comitato, i partiti e i rappresentanti di categoria. In modo da portare l’accordo al voto del consiglio comunale del 17 dicembre».

Nessun nuovo percorso di partecipazione quindi sembra essere previsto. «Non è che dopo ogni nuova bozza di accordo si riparte da zero - ha risposto - tutte le novità sono in positivo e recepiscono e rispondono alle istante che il dibattito partecipativo ha promosso in questi mesi, quindi ora si tratta soltanto di riassumere al territorio il dibattito di questi mesi e i punti salienti del nuovo accordo».

Non la pensano così i cittadini riuniti nel comitato No Fanghi: «Ovviamente dobbiamo aspettare di leggere l’accordo per entrare nel merito delle singole questioni – dice Rossano Pazzagli – quello che è certo è che non si deve commettere l’errore dell’altra volta: ripartiamo quindi dall’inizio con un serio e rigoroso percorso di trasparenza e partecipazione, libero da quell’atteggiamento del ‘prendere o lasciare’ che ha accompagnato la prima fase di questa vicenda, quando si voleva chiudere per forza entro ferragosto un accordo indescrivibile.
Quindi se il sindaco ora al posto di ferragosto mettesse il Natale come limite ultimo mi sembrerebbe davvero che si stia partendo col piede sbagliato».

Nella sezione documenti è possibile scaricare in formato pdf sia l’Accordo Piombino-Bagnoli, che il cronoprogramma

Torna all'archivio