[07/12/2007] Comunicati

Congresso nazionale di Legambiente, botta e risposta Della Seta / Pecoraro Scanio

LIVORNO. «Un grave stato di arretratezza culturale della classe politica del nostro Paese sui temi ambientali e l´assenza di una vera classe dirigente». La fotografia dell’Italia scattata dal presidente uscente di Legambiente Roberto Della Seta durante l’apertura dei lavori del congresso nazionale di Legambiente tocca un po’ tutti i temi critici del nostro paese: politica energetica, infrastrutture, politica industriale e fiscale, uso del territorio.

Per colmare ciò Legambiente rivendica oggi con forza la propria natura «di movimento, autonomo e politico di cittadini organizzati, che pone al primo posto l´interesse generale nell´ottica di costruire un futuro migliore attraverso la chiave universale dell´ambientalismo».

Secondo il presidente di Legambiente «il futuro che vogliamo, per diventare presente, ha bisogno di grandi cambiamenti, di un ambientalismo del ´fare´, di un ambientalismo che si batta anche per realizzare le opere, le infrastrutture necessarie alla sostenibilità». Della Seta ha sottolineato quindi gli impegni dell´associazione: «Siamo credibili nelle battaglie contro il ponte sullo Stretto di Messina o contro le nuove centrali a carbone di Civitavecchia e di Porto Tolle, così come siamo contro le autostrade sbagliate e il diluvio di inceneritori che Totò Cuffaro vorrebbe in Sicilia, perché - ha proseguito - nello stesso tempo diciamo brava alla Solvay che inaugura a Rosignano il primo impianto cloro-soda italiano mercurio-free, perché siamo a favore delle nuove linee metropolitane di Roma e dei parchi eolici, perché vogliamo ferrovie più moderne ed efficienti e plaudiamo all´auditorium di Niemeyer a Ravello».

In conclusione secondo Della Seta, che ricordiamolo è stato nominato nell’esecutivo del Partito democratico «sul piano culturale la rivoluzione ambientalista è riuscita, ha imposto i suoi temi all´opinione pubblica, ma purtroppo l´ambientalismo è ancora oggi un ´nano´ politico. Non e´ riuscito a diventare priorita´ nell´agenda di chi governa il Paese. Quindi occorre convincere i nostri interlocutori che la qualita´ ambientale è un moltiplicatore non un inibitore, di modernità».

La risposta arriva direttamente dal ministro dell’ambiente Pecoraro Scanio, che poco dopo dalla stessa platea ha risposto sul cosiddetto ´vuoto´ della classe dirigente italiana sui temi dell´ ambiente: «c´è una incapacità della politica italiana ad avere al centro l´ambiente. Motivo per cui esistono i Verdi ma anche per il quale gli stessi verdi puntano ad una grande costituente ecologista, civica e arcobaleno: i Verdi hanno lavorato perché la federazione Sinistra Arcobaleno sia una federazione fortemente ambientalista. Spero che gli amici ambientalisti del Pd facciano lo stesso e portino a casa un sì al solare e un no al carbone».

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