[05/12/2007] Aria

De Boer: «per adattarsi al cambiamento climatico ci vogliono soldi»

LIVORNO. Il segretario esecutivo dell’Unfccc, Yvo de Boer, durante una conferenza stampa convocata oggi a Bali, ha insistito sulla necessità di mettere insieme fondi destinati all’adattamento al cambiamento climatico.

A margine della Conferenza internazionale dell’Onu sul clima de Boer ha deplorato «l’insufficienza di finanziamenti per le misure di adattamento dei Paesi poveri agli impatti del riscaldamento climatico. Un ritardo nella messa in opera di misure di adattamento é un colpo diretto contro i Paesi deboli del mondo, che sono i più vulnerabili ai cambiamenti climatici. Noi consideriamo che, durante il periodo 2008-2012, il prelievo sul Clean development mechanism (Cdm) potrebbe procurare al Fondo di adattamento tra 80 e 300 milioni di dollari all’anno».

Il Protocollo di Kyoto prevede un fondo speciale dedicato all’adattamento, completato da un prelievo del 2% su ciascun Cdm, che autorizza un Paese industrializzato a finanziare progetti “puliti” (energie rinnovabili, messa a dimora di foreste, ecc.) in un Paese in via di sviluppo, e ad essere ricompensato con crediti che possono essere utilizzati per raggiungere i loro obiettivi di riduzione di emissioni di gas climalteranti. Ad oggi il fondo di adattamento conta solo 45 milioni di dollari.

Nonostante tutto, Yvo de Boer si è dichiarato ottimista sulle prospettive del meccanismo: «Io stesso regime del cambiamento climatico può generare delle risorse per il prelievo sulle attività d´attenuazione. Il Cdm potrà ulteriormente raccogliere da 1 a 5 miliardi di dollari all’anno, tenuto conto della forte domanda sul mercato»

De Boer ha smentito che la Conferenza di Bali abbia deciso di creare un fondo speciale sulla deforestazione, spiegando che è la Banca mondiale ad aver convenuto di accordare delle facilitazioni in materia.

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