[05/12/2007] Parchi

Mar Nero, non è finita: una chiazza di petrolio di 116 kmq minaccia la Crimea

LIVORNO. La storia degli 11 naufragi nello stretto di Kertch, che separa il Mar Nero da quello di Azov, sembrava tragicamente finita con la corsa a riparare i danni e a raccogliere migliaia di uccelli morti, ma non è così. Le coste della penisola ucraina di Crimea sono minacciate da una gigantesca striscia di 116 kmq. di sostanze petrolifere. «Questa striscia è stata fotografata da un satellite dei servizi di ricognizione ucraini - ha detto al giornale Segodnia Alexandre Galaka, un responsabile di alto livello del ministero della difesa dell’Ucraina – La chiazza di petrolio e carburanti si è subito diretta verso nord, poi è tornata verso sud, è chiaro che si avvicina alle coste ucraine. Un aereo della squadriglia Blakytna Steja ha effettuato una serie di voli di ricognizione per comprendere la direzione della chiazza in funzione delle correnti e del vento».

E’ incredibile che nessuno, con il grande traffico di navi e militari russi successivo ai naufragi dell’11 novembre si sia accorto di un massa di idrocarburi galleggiante e grande quanto un’isola. Intanto la concentrazione di prodotti petroliferi nella già abbastanza inquinata acqua dell’area dello stretto di Kertch ha raggiunto un livello 50 volte superiore alla norma e la morte di massa di uccelli e pesci continua. E tutto questo è dovuto al traffico di invereconde carrette del mare cariche di olio combustibile di bassa qualità e di zolfo, alla mancanza di controlli e ad una evidente volontà delle autorità russe di sminuire la vera gravità di quanto accaduto, magari “dimenticando” una gigantesca striscia di petrolio a spasso per il Mar Nero.

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