[04/12/2007] Rifiuti

I rifiuti ancora nel tunnel...

ROMA. Legambiente è incamminata verso il congresso nazionale (Roma 7,8,9 dicembre) e segna il percorso di avvicinamento facendo il punto dei problemi ambientali (e delle cose buone) più importanti che il nostro Paese ha davanti. Non poteva mancare una fotografia della situazione del ciclo dei rifiuti.

Dal dossier “Emergenza Rifiuti, fuori dal tunnel” presentato oggi a Roma risulta che rimangono cinque le regioni in emergenza rifiuti: Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia. «I Commissari – si legge nel documento - hanno speso fiumi di denaro pubblico (1,8 miliardi di euro dal 1997 al 2005, secondo i dati della Corte dei Conti) senza ottenere alcun risultato tangibile. Lo testimoniano gli ultimi dati istituzionali al 2005 sul ciclo dei rifiuti in queste 5 regioni: in discarica finisce ancora la maggior parte dei rifiuti urbani, con punte di oltre il 90% in Puglia e Sicilia; le raccolte differenziate non superano il 10%; gli impianti di compostaggio di qualità attivi per trattare la frazione organica sono 26 su un totale nazionale di 215».

E’ una impietosa sintesi di una situazione così grave da essere diventata prima cronica e poi drammatica, che Legambiente ha sciorinato davanti ad Alessandro Pansa, commissario per l’emergenza rifiuti in Campania, Piero Marrazzo, commissario per l’emergenza rifiuti del Lazio, Edo Ronchi, vicepresidente commissione ambiente del Senato, Dario Esposito, assessore all’Ambiente del comune di Roma.

Eppure anche in queste realtà non mancano (poche) esperienze positive «Si è parlato – spiega Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente - dei 145 comuni ricicloni campani premiati la scorsa settimana da Legambiente per aver superato la percentuale minima del 35% prevista dalla legge vigente per il 2006, raggiungendo percentuali che arrivano addirittura al 90%, ma anche delle raccolte differenziate porta a porta che cominciano a diffondersi anche nelle grandi città, come nel caso di Roma. E’ stato anche affrontato il paradosso di quegli impianti di riciclaggio che nel Centro Sud sono costretti ad importare i rifiuti da fuori regione per il mancato decollo della raccolta differenziata locale».

Per il Cigno Verde le soluzioni ci sono: ridurre la produzione, diffondere le raccolte domiciliari, costruire gli impianti di compostaggio e chiudere la stagione dei commissariamenti. «Quello che è emerso da questo appuntamento è che l’Italia è ancora un Paese diviso in due – dice il presidente di Legambiente, Roberto Della Seta - un nord con prestazioni degne dei migliori Paesi europei e un centro sud in gravissimo ritardo, con lo smaltimento in discarica che continua a farla da padrone. L’emergenza rifiuti è ancora una drammatica realtà e va superata con interventi mirati. Completare l’impiantistica, soprattutto per il recupero di materia, diffondere le raccolte differenziate, a partire da quelle domiciliari, praticare la riduzione della produzione dei rifiuti e chiudere definitivamente la fallimentare stagione dei commissariamenti che hanno deresponsabilizzato la politica regionale e locale sono le parole d’ordine per uscire dalla crisi».

Produzione
32 milioni nel 2005 contro poco meno di 26 milioni nel ´96

Gestione
Il 54% dei rifiuti urbani prodotti finisce in discarica.

Raccolta differenziata
Italia a tre velocità. Nel 2005 il nord a 38,1% con punte record in Veneto con 47,7% e in Trentino-Alto Adige con il 44,2%; il centro al 19,4% e solo in alcune aree allo standard del nord; il sud all´8,7%. Per le città, la prima su 103 capoluoghi di provincia è Novara con 66,9%, ultima con 1,8%. Milano è 43/a con il 30,5%, Roma 64/a con 16,2%, Napoli 94/a con 6,1%

Rifiuti speciali e pericolosi
26 milioni di tonnellate scomparsi nel nulla nel 2004

Ombre
In 4 anni la novità negativa più importante è il Codice ambientale (ora in revisione dall´attuale Governo); mancato avvio operativo per il sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech; "incomprensibili proroghe" sul divieto di smaltire in discarica rifiuti indifferenziati non pretrattati, divieto previsto inizialmente dal 1/o gennaio 2000

Luci
Crescita del numero dei comuni "ricicloni". Quelli con oltre il 35% di differenziata premiati nel 2007 sono stati 1.150 contro i 300 del 2000.

Emergenza
Gestione commissariale ancora in 5 regioni, Calabria, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia. In Puglia e Sicilia il regime commissariale non è stato prorogato

Commissariamenti
"Un fallimento da 1,8 miliardi di euro" spesi tra il 1997 e il 2005 "senza alcun sostanziale miglioramento della gestione dei rifiuti

Proposte anti-emergenza
Modifica del Codice ambientale; ecotassa con aumento dei costi smaltimento in discarica;
raccolta porta a porta per spingere su differenziata; politiche e incentivi per riduzione di rifiuti e imballaggi; regime
ordinario nelle regioni commissariate; premio economico all´attività dei Consorzi per il riciclaggio dei rifiuti.

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