[03/12/2007] Consumo

Pesticidi e colture minori e “dimenticate”, mancano i dati

ROMA. E’ in corso alla sede Fao di Roma, e terminerà il 7 dicembre, il primo seminario mondiale che riunisce oltre 300 esperti di sicurezza delle colture e gestione dei pesticidi per discutere dei rischi connessi all’impiego di pesticidi in coltivazioni specializzate come l’aglio, lo zenzero ed il peperoncino. Nel corso dell’incontro sono previsti due giorni di formazione pratica per la diffusione delle conoscenze e la costituzione di capacità tecniche nei partecipanti, che provengono da oltre 60 paesi. Questo vertice mondiale è organizzato dalla Fao in collaborazione con il progetto IR-4 del dipartimento dell’agricoltura Usa e l´Agenzia per la protezione dell´ambiente statunitense.

Le colture specializzate, al contrario di coltivazioni estensive, come mais, frumento, cotone e riso, sono di solito prodotte in quantità limitata, e gli studi sull’impiego corretto dei pesticidi su queste colture non sono stati sistematici e rigorosi come per le principali coltivazioni commerciali. «Questo pone dei problemi per i produttori – spiga la Fao - molti dei quali si trovano nei paesi in via di sviluppo, che faticano per esportare i propri prodotti sui mercati esteri dove per le importazioni sono in vigore rigorose norme di sicurezza».

Intanto si assiste, a causa delle migrazioni dai Paesi poveri verso quelli ricchi, ad un aumento del commercio internazionale delle coltivazioni specializzate con la diffusione di gusti una volta regionali in ogni angolo del pianeta, anche grazie alle moderne tecniche di conservazione e trasporto. Secondo le stime della Fao il valore delle esportazioni di prodotti agricoli non tradizionali è di 30 miliardi di dollari all’anno, con il 56% di questo commercio nei paesi in via di sviluppo.

«Per alcuni paesi e colture, come ad esempio i fagioli verdi in Kenya e i frutti esotici in Malesia - dice Gero Vaagt, esperto della Divisione Fao produzione e protezione delle piante - queste cosiddette coltivazioni “minori” non sono affatto secondarie perché da esse dipendono molte economie nazionali».

Ma i prodotti agricoli tipici dei Paesi in via di sviluppo devono fare i conti con l’irrigidimento degli standard di importazione destinati alla protezione della salute umana. «Uno dei problemi maggiori – dicono gli esperti - è la penuria di dati, a livello internazionale, in termini di impiego sperimentato di pesticidi nelle coltivazioni specializzate. La registrazione è il processo in base al quale le autorità nazionali valutano quali pesticidi possono essere utilizzati dai coltivatori ed in che modo. Se l’impiego di un pesticida è permesso in alcune specifiche colture, sono fissati i limiti massimi residuali per stabilire la quantità di pesticida che un prodotto, per essere sicuro, può contenere. Per avere l’approvazione, i produttori di pesticidi conducono di norma numerosi test sul campo e studi i cui risultati sono poi utilizzati dagli organi di controllo per decidere se approvare e registrare o meno un pesticida. Tuttavia, poiché questo implica costi non indifferenti, i produttori tendono a concentrarsi esclusivamente sui pesticidi usati nelle coltivazioni principali».

Per Shivaji Pandey, direttore della divisione Fao produzione e protezione delle piante, «Ci sono pochi incentivi finanziari per le ricerche sull’uso dei pesticidi nelle coltivazioni minori, e di conseguenza mancano i limiti massimi residuali, specialmente a livello internazionale. Ciò significa che quando una coltura specializzata arriva su un mercato d’importazione rischia di essere respinta. I residui di pesticida contenuti avrebbero potuto essere usati in maniera corretta e sicura, ma poiché il loro uso non è registrato per quella data coltura, falliscono la prova del nove della tolleranza zero. Il vertice di questa settimana rappresenta davvero il primo incontro a livello globale sulle colture specializzate e su un minore impiego di pesticidi. Quello che cerchiamo di fare è di trovare il modo di armonizzare e rendere più efficienti le misure di protezione per queste coltivazioni e far sì che corrispondano alle esigenze dei coltivatori, facilitino il commercio, assicurino la sicurezza igienico-sanitaria alimentare e ambientale, e beneficino i consumatori».

La Fao spera che vengano maggiormente impiegati i limiti massimi residuali per l’impiego dei pesticidi nelle colture specializzate stabiliti dal Codex Alimentarius, un organismo di Fao e Organizzazione mondiale della sanità che fissa gli standard internazionali per la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, sui quali si basa l’Organizzazione Mondiale del Commercio quando deve risolvere dispute commerciali su sicurezza igienico-sanitaria alimentare e tutela dei consumatori.


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