[03/12/2007] Comunicati

La Nigeria cerca di arginare l’inquinamento del Delta del Niger

LIVORNO. Il ministero dell’ambiente della Nigeria ha annunciato la creazione di un comitato consultivo misto per esaminare il problema dell’inquinamento ambientale del Niger. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire, visto che il disastro ambientale prodotto dalle estrazioni petrolifere è uno dei problemi, insieme alla povertà, alle richieste di autonomia ed indipendenza e allo scontro cristiani-musulmani, che infiamma il sud della Nigeria, il più popoloso stato africano e quello più ricco di risorse petrolifere al di sotto del Sahara.

Il ministro Halima Alao, ha detto all’agenzia di stampa nigeriana Nan «che non bisogna lasciare la lotta contro il degrado ambientale in questa regione alla sola popolazione del delta del Niger». Anche perché, aggiungiamo noi, spesso questa è portata avanti dai guerriglieri del Mend con i clamorosi rapimenti dei tecnici delle multinazionali petrolifere, compreso qualche italiano. Oltre al ministero federale dell’ambiente al comitato misto parteciperanno le compagnie petrolifere e gli Stati della regione del Delta del Niger, di cui i cittadini forse non si fidano molto ma che hanno un ruolo chiave per indirizzare i problemi della regione verso una soluzione.

«La distribuzione del petrolio, come voi sapete – ha detto la Alao – implica dei tagli trasversali nella regione. Se l’ambiente è cattivo, colpisce la salute, la sanità e la produzione agricola, così come molte altre cose». La cuccagna di uno sfruttamento indiscriminato e senza nessun vincolo ambientale potrebbe terminare, il ministro ha detto che la maggiore sfida è quella di identificare «le compagnie che hanno causato alcune rotture in particolare». Ma Halima Alao sottolinea quanto questi controlli siano difficili perché le compagnie petrolifere «hanno quel che chiamano la distribuzione a griglia multipla. Per questo dobbiamo fare in modo che la cooperazione di tutti i partner e gli sforzi comuni siano in grado di confrontarsi con questi problemi».

Il problema è che in Nigeria esisteva già un altro organismo, l´agenzia nazionale ambientale delle norme e dei regolamenti ambientali, creato proprio dalla stessa ministro per sorvegliare e regolamentare le attività delle compagnie petrolifere, che deve aver funzionato poco e male, visto che, pur rimanendo in piedi, viene inglobato nel comitato consultivo.

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