[30/11/2007] Parchi

Sic e Zps, Veneto e provincia di Salerno fanno ricorso al Tar

LIVORNO. Ieri, durante la puntata della trasmissione Radio Rai dedicata alle Zone di protezione speciale, l’assessore alle politiche faunistiche della regione Veneto, Elena Donazzan, ha attaccato il recente decreto del ministero dell’ambiente: «le preoccupazioni non erano infondate – ha detto ricordando le precedenti perplessità della giunta di centro-destra veneta - e che la posizione del ministero dell´Ambiente in materia di misure di conservazione per i Siti di interesse comunitario (Sic) e per le Zone di protezione speciale (Zps), più volte denunciata dalla regione del Veneto in quanto volta esclusivamente alla limitazione delle competenze costituzionalmente riconosciute alle Regioni, non può che sfociare in un contenzioso presso il Tar del Lazio».

Nonostante incontri e confronti, per la Donazzan il decreto ministeriale n. 184 del 17 ottobre 2007 sui “Criteri minimi uniformi per la definizione di misure di conservazione relative a Zone speciali di conservazione (Zsc) e Zone di protezione speciale (Zps)” sarebbe stato pubblicato “in sordina” e per la regione Veneto «Numerose sono le misure ritenute ingiustificate sia in merito alle tematiche venatorie, sia in rapporto ad altri settori economico produttivi. Non abbiamo assistito in silenzio a questa invasione di campo, ma stiamo continuando a mettere in rete le posizioni di tutte le regioni italiane che intendono far valere le proprie competenze e proporremo immediatamente un ricorso per l´annullamento del decreto di Pecoraro Scanio. Del resto, è sempre lo stesso tentativo di invadere le competenze regionali per arrivare a limitare la caccia senza alcuna giustificazione normativa né nazionale, né europea, ma solo ideologica».

Intanto anche l’assessorato alla caccia della provincia di Salerno, giunta di centro-sinistra, annuncia un ricorso al Tar contro il decreto 184. «Ci lasciano stupiti i ricorsi di enti locali come la Regione Veneto o la Provincia di Salerno – dice Angelo Bonelli (Nella foto), capogruppo dei Verdi alla Camera dei deputati - Fanno riferimento a forze politiche di diversa natura; questo sta ad indicare come ad esempio la questione ambientale sia lontana dall´essere un elemento fondamentale nell´azione e nella pratica degli enti locali, perché prevale sempre l´atteggiamento di consumo del territorio. L´Ue ha avviato una procedura di infrazione ed anche la corte di giustizia europea ha emesso una condanna che si e´ tradotta in una sanzione pecuniaria per molte regioni italiane, perché non sono stati approvati i criteri minimi di tutela delle Zps. Addirittura molte regioni non hanno neanche individuato le Zps. E´ inaccettabile ed incomprensibile come elementi di tutela che sono già un fatto scontato di paesi come la Germania, la Francia e la Spagna, in Italia suscitino atteggiamenti di contrapposizione e di non accettazione di queste norme. Il nostro ambiente deve essere tutelato e chi si oppone al decreto del ministro dell´ambiente deve dire ai cittadini che vuole di fatto continuare a deturpare il nostro territorio».

«Un ricorso al Tar, che inficia l´intero decreto non solo parti di esso – dice Bonelli - , dimostra che ci sono forze politiche che professano la tutela della natura e dell´ambiente ma che poi all´atto pratico affossano l´ambiente. Noi riteniamo importanti le Zone di protezione speciale e crediamo che impedire che le stesse vengano meno sia un atto di responsabilità. Non v´é dubbio alcuno che ci opporremo».

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