[20/03/2006] Rifiuti

A Ischia di Crociano energia dal biogas

PIOMBINO (Livorno). 14 dei 67 pozzi sono già operativi, gli altri lo saranno entro la fine dell’anno. Il biogas prodotto nella discarica di Ischia di Crociano sarà captato e utilizzato come combustibile. Il progetto, realizzato dalla Tap, è stato presentato oggi dal presidente della società Lorenzo Banti e dal direttore Irio Pierozzi, che in una conferenza stampa ne hanno illustrato i particolari.

Il biogas è il prodotto della fermentazione naturale dei rifiuti contenenti materiale biodegradabile ed è costituito prevalentemente da metano. La sua caratteristica è quella di essere in buona parte responsabile delle emissioni maleodoranti che si sprigionano dalle discariche. «Il biogas – ha spiegato Pierozzi – può essere una sostanza nociva, se immessa in atmosfera, perché contribuisce in modo determinante alla creazione delle condizioni per il realizzarsi del cosiddetto Effetto serra». Da qui, l’iniziativa di Tap spa, che ha portato alla realizzazione della prima fase di un progetto che attraverso pozzi trivellati nel corpo della discarica, nelle parti non più coltivate, aspira il biogas prodotto dall’attività biologica della discarica e lo convoglia attraverso condotte ermeticamente isolate, ad un sistema di lavaggio e quindi ad alimentare, come carburante, due motori collegati con un alternatore producendo energia elettrica .

E’ stato recentemente attivato il primo lotto di 14 pozzi, che alimentano due motori a combustione interna, uno da 150 KW/h ed un altro da 500 KW/h. Attualmente dai 14 pozzi vengono aspirati circa 100 metri cubi all’ora di biogas
«Il biogas – hanno ricordato presidente e direttore di Tap – è inserito fra le cosiddette fonti rinnovabili per la produzione energetica. Per incoraggiarne il recupero energetico, sono previsti incentivi che prevedono il rilascio dei cosiddetti certificati verdi per gli impianti che producono energia elettrica da fonte rinnovabile. Anche all’impianto Tap sono stati assegnati i certificati verdi, che sostanzialmente riconoscono circa 90 euro per MW/h prodotto, in aggiunta al prezzo di vendita dell’energia», che viene assorbita dall’impianto di trattamento rifiuti, riducendo proporzionalmente l’energia ritirata dalla rete di distribuzione Enel e quindi determinando una economia nei consumi.

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