[29/11/2007] Rifiuti

Le tecnologie di gestione dei rifiuti, domani il convegno della Rea

ROSIGNANO (Livorno). Sarà una mattinata più tecnica e un pomeriggio più politico, quello che la Rea di Rosignano propone domani con il convegno organizzato a Castello Pasquini dal titolo “Le tecnologie di gestione dei rifiuti”.

Fabio Ghelardini, presidente Rea spiega che si tratta del tradizionale «contributo alla riflessione che ogni anno l’azienda offre per discutere dei problemi e delle opportunità relative a una gestione corretta del ciclo dei rifiuti». Quest’anno l’attenzione è focalizzata appunto sugli aspetti tecnici, relativi all’impiantistica sia di recupero che di smaltimento, che saranno affrontati da esperti. Relatore Ugo Bardi docente del dipartimento di chimica dell’università di Firenze e membro della commissione interministeriale rifiuti, che illustrerà le conclusioni del Rapporto conclusivo sulle migliori tecnologie di gestione e smaltimento dei rifiuti prodotto dai minsitri pecoraro e Nicolais.

«Durante la mattinata – spiega Ghelardini – proponiamo una riflessione presentando soluzioni progettuali e tecniche per affrontare in modo corretto il trattamento dei rifiuti, solidi urbani ma anche speciali, visto che una sezione sarà dedicata anche al trattamento dei terreni. Nel pomeriggio la riflessione sarà più ampia e affronterà la nuova impostazione normativa della legge 25 che prevede la suddivisione in 3 grandi Ato».

I tempi sono piuttosto stretti e Rosignano ricade nell’Ato costiero. Avete già cominciato a fare qualcosa?
«Per quello che riguarda le aziende è già stato fissato un primo incontro per il 4 dicembre, quando i rappresentanti delle 14 aziende di igiene urbana della costa si incontreranno proprio nella nostra sede. D’altra parte in questa legge che non è di facile interpretazione un punto è chiaro: bisognerà scegliere il gestore unico e bisognerà farlo velocemente, quindi è bene cominciare a confrontarsi perché siamo di fronte a una vera e propria sfida. Anche perché la frammentazione eccessiva, sta rendendo oggettivamente difficile la programmazione e la capacità del sistema. Ovviamente dovrà essere fatto cercando di non disperdere il patrimonio aziendale di ciascuno».

Anche il pubblico dovrà cominciare a muoversi in questa direzione
«Certo anche sul piano politico locale ci si dovrà muovere altrettanto in fretta, intanto perché tutte le aziende sono a maggioranza pubblica e poi perché questa nuova legge assegna una funzione e un ruolo chiave alle province, che dovranno elaborare un piano interprovinciale sulla base del quale dovrà poi essere costruito quello industriale».

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