[29/11/2007] Energia

Anche l’Africa si preoccupa per l’energia

LIVORNO. Guardando le immagini notturne del mondo prese dai satelliti, l’Africa è veramente il continente nero sperso in un pianeta punteggiato di luci che combattono la notte. Ma anche l’Africa comincia ad aver fame di energia, a voler rischiarare notti e a far funzionare imprese. Nel quadro del processo di messa in opera del Libro bianco sull’accesso ai servizi energetici per le zone rurali e periurbane, le commissioni energia della Communauté Economique des Etats de l´Afrique de l´Ouest (Cedeo), e dell’Union Economique et Monétaire Ouest African (Uemoa), in collaborazione col governo del Togo e l’appoggio dell’Unep, hanno organizzato a Lomè la quarta riunione del Comitato regionale multisettoriale per l’accesso ai servizi energetici.

Il summit in Togo, al quale partecipano Benin, Burkina Faso, Costa d´Avorio, Gambia, Ghana, Guinea Bissau, Liberia, Mali, Niger, Nigeria, Senegal, e Togo, vuole analizzare l´avanzamento delle politiche energetiche dell’Africa Occidentale e come l’apporto dell’Unep le abbia favorite. Oltre all’Unep partecipano ai lavori “Initiative Energie” dell´Unione Europea e Partnership Dialog Facility (Euei-Coopener).

I lavori dell’incontro di Lomé riguardano: il contesto generale del Libro bianco sull’energia; l’elaborazione dei programmi di accesso ai servizi energetici; il rafforzamento delle capacità di messa in opera del Libro bianco; lo studio relativo alla creazione di un’agenzia regionale di accesso ai servizi energetici; la promozione e la diffusione di esperienze.

Intanto molto più a sud, nella capitale dello Zambia, Lusaka, è in corso un altro summit regionale, quello dei 19 Paesi del Common Market for Eastern and Southern Africa (Comesa) dove le preoccupazioni più forti riguardano l’impatto della globalizzazione sul continente e l’aumento del prezzo del petrolio che secondo il vicepresidente zambiano Rupiah Banda «minacciano l’economia dei Paesi del Comesa. I Prezzi del petrolio, che si avvicinano ai 100 dollari al barile, costituiscono una fonte di inquietudine per i Paesi importatori di petrolio».

Aprendo i lavori del summit Banda ha ricordato che «i prezzi del greggio erano in media di 20 dollari il barile solamente 7 anni fa.. La zona del Comesa ha realizzato un tasso di crescita annuale del 5% durante gli ultimi 3 anni, ma questo sarà rovesciato se i prezzi del petrolio continueranno a salire». Per questo ha esortato i Paesi della regine a sviluppare le risorse energetiche alternative come i biocarburanti, ed ha annunciato che la Zambia farà presto una legge per favorire gli investimenti privati nella produzione di biocarburanti.

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