[28/11/2007] Urbanistica

Architettura bioclimatica, al via la quinta edizione del master Abita

FIRENZE. Giornata inaugurale quella di domani (29 novembre) per la V edizione del master Abita: Architettura bioclimatica e innovazione tecnologica per l´ambiente. Quest´anno parallelamente al Master, si svolgeranno 2 corsi di perfezionamento: «Progettazione integrata dei sistemi fotovoltaici e solare termico»; «Certificazione e simulazione energetica degli edifici». Ne abbiamo parlato con l’architetto Antonella Trombadore, coordinatrice del master.

Quinta edizione del master, qual è il bilancio finora?
«Siamo molto soddisfatti dell’andamento del master, che ha visto crescere sempre di più il numero di iscritti, passando da 7 il primo anno a 25. Aumenta non solo l’interesse verso queste tematiche, ma la necessità di nuove figure professionali, di grande esperienza, capaci di cogliere le nuove opportunità di un mercato in forte espansione, quale quello delle energie rinnovabili e della loro integrazione nell’ambiente urbano.
E’ anche vero che in Italia sono già attivi molti corsi di formazione, proposti sia da enti pubblici che privati, che proprio sull’onda di nuove scelte politiche, delle indicazioni normative e dei canali di finanziamento, hanno percepito nuove opportunità di business.
L’Università gioca un ruolo ben specifico e il Centro Abita, essendo inserito in un network di ricerca, progetti e formazione a scala internazionale, si pone come istituzione capace di anticipare le esigenze e rispondere in modo efficace e propositivo alle tematiche di sostenibilità e qualità energetico ambientale. Non a caso, la Regione Toscana, sul tema delle certificazioni energetiche, proprio per fare chiarezza sul ruolo e sulle competenze dei centri di formazione e sulla strutturazione degli albi dei certificatori, ha individuato nelle Università Toscane, gli enti preposti alla strutturazione di percorsi formativi per esperti di certificazione energetica».

La maggiore attenzione anche dei media su energia e ambiente ha fatto registrare un maggior numero di iscritti? O pensate che lo farà?
«Siamo ancora ben lontani da una consapevolezza diffusa sulle tematiche energetiche, però è anche merito di riviste e portali “dedicati” come il vostro, che fanno circolare non solo le informazioni, ma sollecitano riflessioni critiche su un pubblico sempre più vasto, attivando anche un dialogo interdisciplinare che riesce a coinvolgere esperi, aziende, professionisti, politici, associazioni e cittadini. Il target del master è un grande utilizzatore della rete e ha - in un certo senso - sviluppato la propria conoscenza sulle tematiche ambientali proprio “scaricando” informazioni e materiale divulgativo dal web, venendo a conoscenza del master proprio svolgendo la ricerca in internet. Speriamo che l’attenzione dei media sia sempre crescente, puntando ad una qualità di contenuti, dando voce anche alle attività di ricerca e formazione più “silenziose”».

Quali sono le novità più rilevanti del master?
«In cinque anni il master Abita ha avuto la sua evoluzione: non solo integrazione di tematiche e contenuti in linea con le normative, cercando anzi di essere sempre un passo avanti, ma soprattutto sulle modalità didattiche. Abbiamo preferito puntare su esperienze pratiche e dirette, workshop, esercitazioni guidate, presenza di grandi professionisti, esperienze in aziende, viaggi studio, con un taglio sempre più internazionale e professionalizzante. E i risultati ci hanno dato ragione. Questo tipo di approccio è risultato vincente e con grande soddisfazione molti studenti sono stati apprezzati all’estero, da Londra a Madrid, ad Atene in grossi studi professionali e società di consulenza, con contratti entusiasmanti anche sotto il profilo economico».

Quali sono le future possibilità lavorative per chi frequenterà il master?
«Negli anni precedenti abbiamo avuto un “placement” del 100%. Chi consegue il master può spendere la propria professionalità sia nelle aziende che nelle pubbliche amministrazioni, che negli studi professionali. Come già succede all’estero, più crescerà in Italia l’interesse sulle energie rinnovabili e sulla gestione consapevole dell’ambiente costruito, più le opportunità di lavoro si amplieranno, innescando quel processo virtuoso che coinvolgerà alte competenze, specifiche conoscenze e nuove opportunità».

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