[26/11/2007] Urbanistica

Martini: «Serve una rigorosa legge nazionale sul governo del territorio»

EMPOLI. Il congresso regionale di Legambiente toscana tenutosi lo scorso week end a Empoli ha mostrato un’associazione ambientalista in salute, ormai il terzo comitato regionale di Legambiente per consistenza e numero di soci dopo la Lombardia e il Lazio: 39 circoli a presidiare il territorio che rappresentano una forza diffusa con la quale gli amministratori si trovano a fare i conti quotidianamente, ma anche un interlocutore con cui confrontarsi spesso in maniera originale e mai subalterno, come ha dimostrato la presenza quasi al completo della giunta regionale toscana, ma anche l’impegnato ed aperto intervento di Donatella Santinelli per Alleanza Nazionale, di esponenti delle altre associazioni toscane e dei partiti.

Claudio Martini, Anna Rita Bramerini, Susanna Cenni, Riccardo Conti, Eugenio Baronti e Agostino Fragai si sono confrontati con una platea informata e non certo accomodante, che condivideva le critiche e le proposte su urbanistica, agricoltura e ambiente del riconfermato presidente Piero Baronti alla giunta regionale.
Confermato anche il direttore di Legambiente Fausto Ferruzza che sembra riscuotere una stima generalizzata per quello che è stato definito «l’ottimo lavoro svolto in questi 4 anni».

Il nuovo direttivo regionale di Legambiente è stato ridimensionato a una cinquantina di componenti, mentre i delegati al congresso regionale saranno più di 40, ai quali si aggiungeranno i 9 componenti toscani del Direttivo nazionale uscente.

Rispondendo alla proposta contenuta nella relazione svolta da Piero Baronti, il presidente della Regione Claudio Martini ha affermato che «la Regione condivide l’esigenza di varare norme più rigorose sul governo del territorio, così come hanno fatto l’ex primo ministro inglese Tony Blair e il cancelliere tedesco Angela Merkel o come si appresta a fare il leader spagnolo Zapatero. E’ il momento di sollecitare istituzioni e associazioni ambientaliste insieme, Parlamento e Governo italiano, a fare altrettanto, approvando una legge nazionale sul governo del territorio altrettanto attenta e rigorosa».

«Già dentro i nostri strumenti - ha aggiunto il presidente toscano - la legge regionale 5 e poi la 1, il Pit e i vari regolamenti attuativi, ci sono tutte le condizioni perché si utilizzi il territorio già urbanizzato e si risparmi quello ancora libero. Comprendo l’esigenza di Legambiente di fare sempre nuovi passi avanti. E’ anche il nostro obiettivo e ritengo che questa proposta trovi la sua giusta cornice dentro una legge nazionale, non a caso in Parlamento sono già state presentate proposte su questo tema e lo stesso Governo è impegnato a definire una norma nazionale sul governo del territorio, che potrebbe recepire regole e vincoli più avanzati per la protezione del territorio».

Claudio Martini ha concluso il suo intervento facendo un riferimento alle diverse culture ambientaliste presenti anche in Toscana.
«C’è una tendenza – ha spiegato - conservativa e immobilista e un’altra favorevole alle trasformazioni, purché sostenibili. La mia opinione è che la Toscana ha bisogno non di un “non-sviluppo”, ma di un ambientalismo che faccia fare passi in avanti ad una crescita di qualità. Anche le iniziative più innovative e sostenibili, penso all’incremento delle energie rinnovabili, alla mobilità su treno e tramvia o ad un turismo più distribuito sul territorio richiedono interventi e un uso, anche se minimo, del territorio. Noi vogliamo lavorare su questa strada».

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