[23/11/2007] Energia

Si pagherà l´Ici sugli impianti eolici?

LIVORNO. Nuovi grattacapi per gli impianti eolici, la cui installazione in Italia - al di là delle belle parole - continua a trovare ostacoli su ostacoli, dai regolamenti comunali a quelli regionali, per non parlare delle opposizione locali da parte di comitati di cittadini e talvolta addirittura di alcune associazioni ambientaliste. Questa volta il colpo basso arriva dall’agenzia del territorio, che nella circolare numero 14 diffusa ieri ha stabilito che gli impianti eolici destinati alla produzione di energia sono da equiparare ad opifici e devono quindi essere iscritti al catasto (categoria D/1). Il che, in soldoni, significa che anche sulle pale eoliche si dovranno per esempio pagare l’Ici e le imposte erariali.

«Non mi dà affatto una bella notizia – commenta telefonicamente da un crinale dove sta effettuando prove anemometriche Ali Rahimian, presidente del parco eolico del Monte Vitalba e di European windfarm Italy che ha avanzato diverse nuove proposte per la Toscana – Non sapevo di questa circolare dell’agenzia delle entrate e appena torno giù vedrò di capirne qualcosa di più con il mio commercialista. Certo se è davvero così si tratta dell’ennesima tassa sull’energia eolica».

Per la stima catastale l’agenzia indica che devono essere presi a base aree, generatori della forza motrice, dighe, canali adduttori o di scarico, reti di trasmissione e di distribuzione merci… insomma «tutti gli elementi che servono a qualificare la destinazione d’uso della centrale eolica».

«Normalmente quando si costruisce un impianto eolico si fa un contratto di affitto del terreno – continua Ali Rahimian – quindi intanto andrebbe visto se l’Ici va a carico del proprietario del terreno o dell’impianto. Di sicuro questa norma può avere un impatto significativo a livello economico per tutti i costruttori».

L’agenzia del territorio precisa infine che ai fine catastali sono irrilevanti le finalità a cui sono destinati questi immobili e il fatto che Stato, Regioni e Unione europea ne incentivino la costruzione.

«Che le regioni incentivino l’eolico è proprio bello da credersi – conclude il presidente di European Windfarmi Italy - La Toscana per esempio ha di fatto varato una moratoria informale, perché oltre a tutte le prescrizioni da osservare per legge, sta chiedendo a chi presenta progetti eolici, un monitoraggio sull’avifauna di ben 18 mesi. Per un anno e mezzo quindi è certo che non si costruiranno impianti. Chiamatela come volete, moratoria o embargo… ».

Torna all'archivio