[23/11/2007] Comunicati

Per la Cina anche i Paesi in via di sviluppo devono ridurre le emissioni...

LIVORNO. Mentre si avvicina il summit mondiali sul cambiamento climatico di Bali, la Cina sembra ammorbidire alcuni spigoli e prendersi qualche responsabilità in più. Per il ministro degli esteri cinese i Paesi in via di sviluppo devono assumersi la responsabilità di ridurre le emissioni, invece di essere obbligati a seguire gli obiettivi fissati dai Paesi ricchi. «Fissare un obiettivo di riduzione delle emissioni è prima di tutto il problema di ogni Paese» ha detto il portavoce del ministro degli esteri cinese Liu Jianchao (Nella foto), durante una conferenza stampa, aggiungendo che la Cina aderirà sempre al principio di trattare sui cambiamenti climatici.

«Il cambiamento climatico è una questione che riguarda la sopravvivenza e lo sviluppo dell’essere umano, così come ha bisogno di sforzi comuni della comunità internazionale – ha detto Liu. La Cina mantiene il principio su cui si basa la sua recente politica: i Paesi sviluppati devono far fronte alle loro responsabilità storiche, essere alla testa della riduzione delle emissioni, e mantenere i loro impegni sul trasferimento di nuove tecnologie e per l’aiuto finanziario ai Paesi in via di sviluppo.

Le responsabilità comuni ma differenziate ma differenziate stabilite dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici dell’Onu, costituisce per i Cinesi l’esempio del consenso internazionale intorno a questo principio. Ma ora la Cina, in difficoltà per la sua crescita che si riflette sul resto del Pianeta con un aumento dell’inquinamento e in difficoltà a mantenere l’immagine di povero Paese terzomondista mentre esporto merci e conquista mercati nei Paesi davvero poverissimi, pensa che «Tutti i Paesi devono considerare la Convenzione e il Protocollo di Kyoto come il quadro fondamentale della cooperazione internazionale».

Un chiaro messaggio agli Usa e agli altri Kyoto-scettici che contavano di tirare quello che è diventato il più grande inquinatore del mondo dalla loro parte, ma soprattutto Liu introduce un nuovo concetto rispetto a quello finora espresso delle “mani libere sulle emissioni finché non raggiungiamo i ricchi”: «I Paesi in via di sviluppo devono prendersi la responsabilità di ridurre le loro emissioni, ma i Paesi sviluppati non devono forzarli a raggiungere obiettivi degli obiettivi di riduzione delle emissioni». E il volontarismo è sicuramente meglio del non far niente perché facciano tutto gli altri.

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