[23/11/2007] Comunicati

Tsunami nel Mediterraneo, parte la seconda fase del sistema di allarme

LIVORNO. Termina oggi a Lisbona, in Portogallo, la riunione dell’Intergovernmental coordination group del sistema di allerta rapido per gli tsunami e l’attenuazione dei loro effetti nell’Atlantico del nord, il Mediterraneo e i mari adiacenti (IcgNeamtws) . La riunione è organizzata dalla Intergovernmental Oceanographic Commission (Ioc) dell’Unesco e dal governo portoghese.

Le basi del nuovo sistema erano state proposte nel novembre 2005 a Roma nel corso del primo meeting dell’ IcgNeamtws che aveva identificato i principali bisogni tecnici del sistema di allerta. La prima fase è praticamente terminata ed è operativo un sistema iniziale di allerta, basato su centri di sorveglianza regionali e sub-regionali. La seconda tappa del progetto darà vita, entro il 2011, ad un sistema di allerta completo che comprenderà centri regionali e nazionali.

La regione del Mediterraneo e del nord-est Atlantico viene al secondo posto, dopo l’Oceano Pacifico, per la frequenza di tsunami associati ad attività sismiche. Lisbona, dove si svolge il meeting, nel 1755 fu distrutta proprio da uno tsunami provocato da un forte terremoto originatosi nella faglia Azzorre-Gibilterra; in un altro tsunami del 1908, 85 mila persone morirono a Messina, mentre tsunami locali si sono verificati lungo le coste norvegesi, nel Mar di Marmara e nel Mar Nero.

Sistemi simili sono stati già creati nell’Oceano Pacifico ed Indiano e un sistema di allerta è in preparazione nei Caraibi. Il direttore generale dell’Unesco, Koïchiro Matsuura, ha sempre sostenuto la realizzazione di un sistema di allerta rapida per gli tsunami nell’Atlantico del nord-est e nel Mediterraneo che secondo lui «costituisce una un anello essenziale del sistema mondiale di allerta per gli tsunami e di attenuazione dei loro effetti e per il quale l’Unesco lavora a metterlo in atto in accordo con i responsabili politici e gli scienziati».

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