[22/11/2007] Rifiuti

173 medici contro l’inceneritore nella piana fiorentina

FIRENZE. Centosettantatre medici di famiglia, ospedalieri, specialisti hanno firmano un documento per fermare quella che, a loro dire, è «la politica inceneritorista attuata dalla Regione Toscana, dalle Province di Firenze, Prato e Pistoia e dai Comuni interessati».

Queste amministrazioni vengono accusate dai 173 medici (dei quali oltre il 90% esercita nella Piana) «di non tenere conto delle ricadute sulla salute della popolazione in un´area interessata da numerose e diversificate fonti di inquinamento, quindi già sottoposta ad un forte carico di nocività ambientali». La decisione arriva a dieci giorni dal referendum di Campi Bisenzio sulla realizzazione di un nuovo inceneritore nella Piana fiorentina.

I medici sottolineano come «esista una vasta letteratura scientifica che evidenzia la nocività delle emissioni dei nuovi inceneritori nel breve e nel lungo periodo: diossine (cancerogene IARC I); metalli, come cadmio (cancerogeno certo IARC I) e mercurio (IARC 2B) e nanopolveri che sfuggono anche alle più moderne tecniche di abbattimento dei cosiddetti termovalorizzatori di ultima generazione. I medici ricordano inoltre come la patogenicità delle particelle ultrafini emesse dagli inceneritori (PM 2,5 - PM 0,1) è legata alla loro capacità di veicolare le sostanze tossiche derivate dalla combustione attraverso la cellula fino al nucleo. Sulla pericolosità del particolato atmosferico, affermano, ormai non ci sono più dubbi, basti pensare che un aumento di PM 2,5 di 10 microg/metrocubo aumenta la mortalità di cancro al polmone dell´8%». Il documento ricorda inoltre che la Federazione Regionale degli Ordini dei Medici dell´Emilia Romagna ha mostrato le proprie perplessità nei confronti di questi pericolosi sistemi di smaltimento.

Infine, i centosettantatre medici propongono di «praticare soluzioni alternative all´incenerimento nella gestione del ciclo dei rifiuti a partire da quelle già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi per i cittadini».

Certo che se la complessità del governo dei rifiuti, e le sue dimensioni politiche, amministrative, logistiche e tecnologiche, fosse circoscrivibile alla esclusiva dimensione sanitaria dei soli impianti di incenerimento, saremmo di fronte non solo al paradosso per il quale i rifiuti sanitari ( formati per lo più da materie clorurate ) sono obbligatoriamente inceneribili per legge e proprio per motivi sanitari, ma anche a quello - ben più eclatante -per il quale la Campania sarebbe un modello di regione virtuosa mentre la Renania Westfalia che, dopo raccolte differenziate stratosferiche, brucia i suoi rifiuti ( e quelli della Campania) sarebbe invece un modello esecrabile.

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