[22/11/2007] Acqua

Arno, Menduni: Nelle aree “a rischio ‘66”, si produce il 35% del Pil regionale...

FIRENZE. Al centro della discussione, in commissione Territorio e ambiente del Consiglio regionale, è stata messa la difesa del suolo, ed in particolare si è parlato di Finanziaria, di Arno e relative criticità. I soldi per la difesa e manutenzione del territorio sono sempre pochi: la legge Finanziaria prevede circa 200 milioni di euro da dividere su scala nazionale. Sono pochi secondo Erasmo D’Angelis, presidente della commissione e sembrano ancora meno dopo aver ascoltato gli ultimi aggiornamenti sulla messa in sicurezza dell’Arno dal segretario dell’Autorità di bacino, Giovanni Menduni (Nella foto): «C’è bisogno di una battaglia per l’Arno da combattere insieme, centro-sinistra e centro-destra. Se vogliamo assicurarci dal rischio alluvioni e affrontare i cambiamenti climatici, che hanno effetti sempre più drammatici». Menduni, probabilmente invitando ad uno sforzo collettivo e ad assunzioni di responsabilità che vadano al di la della politica, ricorda l’importanza che ha la valle dell’Arno per l’economia della regione.

«Nelle aree della Toscana “a rischio ‘66”, si produce il 35% del Pil regionale, e il 2% del Pil nazionale. Se guardiamo alle stime delle società di assicurazione, vediamo che il danno atteso da un evento come l’alluvione di Firenze è pari circa ad un punto di Pil, praticamente un’intera manovra finanziaria. Rispetto ai fondi nazionali per la difesa del suolo, all’Arno vengono destinati generalmente il 2,5-3%». Rincara la dose il presidente D’Angelis «le risorse non bastano. Basti considerare che solo per riparare i danni di un’ipotetica alluvione come quella di Firenze del ’66, di milioni ne servirebbero 20.000. L’Arno è il terzo fiume d’Italia: deve essere e deve restare una priorità nazionale. Con questo ritmo di trasferimenti e con le sole risorse regionali ci vorranno 50 anni per metterci in sicurezza». Sicurezza dalla troppa acqua e adattamento alla carenza idrica.

«Il punto è - ha continuato il segretario dell’Autorità di bacino- che gli interventi per l’Arno vanno inquadrati anche nel contesto dei cambiamenti climatici che si affrontano su due fronti: da un lato con la mitigazione, in primo luogo riducendo le emissioni; dall’altro con l’adattamento, ed è qui che intervengono anche le Autorità di bacino: quello che serve infatti è la pianificazione di un sistema di azioni di risposta locale. Il piano di bilancio idrico, che vareremo entro la fine dell’anno, va proprio in questa direzione».

Nel corso dell’audizione sono stati riportati anche un po’ di numeri, attuali, che servono da inquadrare meglio il problema. Ovviamente il primo dato di riferimento che viene in mente quando ci troviamo nella Toscana centrale è quello relativo ai volumi di acqua contenuti nell’invaso di Bilancino: 36,95 metri cubi di volume, 244,87 metri sul livello del mare. «Mai così basso e mai così avanti nella stagione» commenta Menduni. Negli ultimi 30 anni l’Arno ha diminuito il suo flusso del 30% circa e l’altra faccia della medaglia è il rischio alluvioni (non pensiamo solo ad eventi come quello del ’66, ma anche con le cosiddette “bombe d’acqua”). In questo contesto la capacità di pianificazione integrata e la manutenzione del territorio sono elementi da cui non si può prescindere «Ecco perché il ruolo delle Autorità di bacino va riconosciuto e valorizzato – conclude il presidente della Commissione ambiente D’Angelis - Un lavoro prezioso, che dimostra la capacità di garantire il presidio del territorio e di spendere bene le risorse realizzando interventi efficaci». Qualcuno aveva pensato di eliminarle: vedremo che succede con la revisione del decreto legislativo 152/06.

Intanto sempre in tema di alluvioni sono probabilmente in arrivo 9 milioni 800 mila euro per il comune di Poggio a Caiano, 4 milioni 900 mila euro per Campi Bisenzio e 300 mila euro per Lastra a Signa, in relazione agli eventi alluvionali del 1991-92, dopo che è stata riconosciuta, con sentenza passata in giudicato, la responsabilità della Regione. La vicenda è lunga e complessa, il cui esito è così commentato da D’Angelis «Un provvedimento importante che non solo risarcisce i danneggiati, ma restituisce certezza ai cittadini».

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