[21/11/2007] Rifiuti

Rifiuti in Toscana: raccolta e impiantistica sono all´impasse

LIVORNO. Analizzare i dati regionali sulla gestione dei rifiuti dal 1997 al 2006, periodo in cui si è operata una raccolta omogenea anno per anno con gli stessi indicatori e le stesse metodologie, mette in evidenza alcuni spunti interessanti. Intanto il trend di produzione che galoppava a ritmi attorno al 7% tra il 1998 e il 2000, si è contratto di quasi la metà nei due anni successivi per scendere all’1,5% nel 2003 e rimanendo ancora oggi a percentuali analoghe, tranne il picco di + 4,2% registrato nel 2004.
Un trend che, se confrontato con la curva del Pil dal 2000 al 2006, evidenzia (a parte il 2003) un aumento dei rifiuti pari a 2-3 e anche 4 volte quello del Pil, che si è invece mantenuto attorno ad una media del +0,2 l’anno.

L’andamento è analogo per quanto attiene alle percentuali di raccolta differenziata, che è passata dal 10,73% (1997) al 33,42 (2006) ma che dopo una crescita di 3-4 punti percentuale l’anno si è poi fermata nel 2002, per crescere di nuovo nel 2003 e 2004 e rimanere in stallo da allora ad oggi. Quindi non agendo più nemmeno come effetto di stabilizzazione nei confronti dell’aumento dei rifiuti prodotti dato che a fronte di un incremento delle raccolte differenziate del +0,14% la produzione è aumentata dell’1,5%.

Analizzando i dati a scala di ambito, si osserva che nel 2006, laddove si è avuto un incremento delle raccolte differenziate, siamo sempre sotto al punto percentuale. Così a Lucca, Livorno, Pistoia, Siena e Grosseto; Firenze, praticamente pareggia (+0,03) e Massa (-5,2), Pisa (-3,29), Arezzo (-0,55) e Prato (-0,42) presentano decrementi rispetto al 2005. Allo stallo delle raccolte differenziate corrisponde ovviamente anche uno stallo nella produzione di rifiuti indifferenziati: ed è ancora una quota del 68,9 % che deve trovare una collocazione in fase di smaltimento, per lo più in discarica.

Riguardo al trend della composizione merceologica dei rifiuti prodotti, si nota una fase stazionaria nella percentuale del vetro, mentre raddoppiano le percentuali di carta e cartone, di plastica e di alluminio e quasi quintuplica quella di organico che passa dall’1,1% al 5,2%. Indicazioni che potrebbero essere assai utili per individuare i segmenti su cui agire in modo mirato sia per la fase di contenimento della produzione dei rifiuti urbani, sia sulle modalità di gestione delle raccolte differenziate.

E’ evidente che incrementare l’intercettazione della sola frazione organica, significherebbe infatti già ridurre di diverse tonnellate la quantità da avviare a discarica. Con l’effetto che oltre a rispettare una norma nazionale e regionale sulla presenza di materiale biodegradabile in discarica, si allontanerebbe il rischio emergenza che viene dato da qui a pochi anni, per l’esaurimento delle principali discariche e servizio del territorio regionale. Se poi alla quota dell’organico si aggiunge anche quella del 3,9% rappresentata da sfalci e potature, l’effetto potrebbe essere certamente maggiore. E’ palese inoltre che aumentare l’intercettazione della frazione organica, necessita la realizzazione di impianti dove poterla trasformare in compost; e altrettanto vale per le altre frazioni.

Un ragionamento che ha la sua fondatezza in termini di scala Regione, perché sempre rimanendo ai dati è interessante notare che, in genere, le migliori performance di raccolta differenziata non sono necessariamente correlate alla disponibilità impiantistica presente sul territorio. I primi tre ambiti ad avere migliori prestazioni e quindi ai primi posti della graduatoria per le raccolte differenziate sono infatti Siena con 38,63 (in aumento su 2005 di 0,61), Prato con il 37,51(in diminuzione sul 2005 di 0,42) e Lucca con il 36,27 (in aumento su 2005 di 0,90). Ma mentre Siena ha certamente la migliore situazione impiantistica toscana, Lucca, ha solo un selezionatore (Massarosa) e un inceneritore (Pietrasanta) e Prato non è dotata nel suo territorio di nessun tipo di impianto di trattamento, intermedio o finale.

Cifre ancora lontane sia da quelle indicate in finanziaria 2007 per l´anno in corso (40%) e per quelli a venire, sia da quelle indicate nel Praa per il 2010 (55%). Siena e Lucca (prima e terza in classifica regionale per percentuali di raccolte differenziate avviate a riciclaggio) hanno entrambe un impianto di incenerimento per lo smaltimento delle frazioni residue.

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