[16/11/2007] Comunicati

Morisi agli Stati generali: «O c´è sviluppo o non c´è sostenibilità»

FIRENZE. E’ stato Massimo Morisi, ordinario di scienza dell’amministrazione all’università di Firenze e garante per la comunicazione della Regione, a concludere gli interventi della mattinata. Si è detto convinto che o c’è sviluppo o non c’è sostenibilità, ovvero che la cosiddetta “opzione zero” non è sostenibile. Ha parlato del caso di Castelfalfi e dell’impegno del comune di Montaione a coinvolgere i cittadini nelle decisioni circa l’accettazione o meno del progetto di recupero e sviluppo urbanistico presentato dalla multinazionale tedesca neo proprietaria della storica e vasta tenuta. Polemizzando con i dati sull’incremento dell’urbanizzazione nella regione diffusi da molti mezzi di informazione, Morisi ha citato due sondaggi che chiedeva no un giudizio su quanto ha fatto la Regione Toscana per proteggere il paesaggio. Se nel 2003 il 48,9% rispondeva “abbastanza”, nel 2007 questa percentuale è salita al 50,2.

Nel corso dell’incontro si è parlato degli strumenti e dei metodi, delle reti globali e degli attori locali: impressionanti per dimensioni le cifre fornite dal ministro dello stato del Parà in brasile, Valmir Daniel Ortega, che ha illustrato le azioni adottate per salvaguardare la foresta amazzonica, il principale polmone verde del pianeta, che con i suoi 400 milioni di ettari rappresenta la metà del territorio brasiliano e nella quale una superficie più vasta dell’intera penisola italiana è stata destinata alle “unità di conservazione”, aree protette da speculazioni e urbanizzazione. Quasi 400mila chilometri quadrati sono stati così salvaguardati e con essi si è ridotta del 30% l’emissione di anidride carbonica. «Abbiamo approvato una legge – ha spiegato Ortega – che impone ad ogni proprietario terriero di conservare a verde una percentuale compresa tra il 50 e l’80% dei suoi possedimenti. E non appena abbiamo realizzato la strada che taglia da nord a sud la foresta, l’abbiamo affiancata con 100 milioni di ettari di aree protette, per evitare speculazioni».

La sociologa olandese Saskia Sassen ha invece lanciato l ’allarme relativo alla moltiplicazione degli spazi di distruzione dell’ambiente e si è detta convinta della necessità di sviluppare politiche sostenibili in ogni settore. «I cittadini – ha precisato – stanno perdendo la loro capacità civica. Proprio per questo è necessario che tutti siano partecipi della sfida ambientale che abbiamo di fronte. E’ il caso dei trasporti, che possono diventare più sostenibili soltanto se c’è la convinzione da parte di tutti».

Per Mario Agostinelli, del Forum mondiale delle alternative e consigliere regionale della Lombardia, il documento che sta alla base degli Stati generali è talmente eccezionale da essere improponibile nella sua regione, che lui giudica priva di sguardo sul futuro. «La politica della Regione Toscana – ha aggiunto – è coraggiosa perché programma investimenti ambientali i cui effetti si vedranno nel futuro, nonostante il giudizio degli elettori abbia scadenze più ravvicinate. La scelta è oggi tra la geopolitica e la biosfera, cioè tra l’occupazione del territorio e la salvaguardia della vita sulla terra».

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