[15/11/2007] Energia

Botta e risposta tra Enel e Legambiente su Kyoto e carbone

ROMA. Intervenendo al Wec, il numero uno di Enel, Fulvio Conti aveva detto che «serve un mercato paneuropeo dell´energia con più trasparenza e reti di scambio e più fusioni transfrontaliere» ed ha sottolineato che è necessario creare «un´agenzia europea di scambi di energia transfrontalieri. Deve essere adottato un approccio globale e coordinare le politiche tra i paesi europei per far fronte a penurie di materie prime come il gas e il petrolio». Poi ha affrontato la controversa questione della tecnologia pulita per il carbone che secondo lui è «indispensabile», portando un esempio che ha sollevato subito le proteste degli ambientalisti: «un impianto con una tecnologia come quella adottata in quello di Civitavecchia, che usa appunto il carbone pulito, può garantire una riduzione di 75 mila tonnellate di emissioni di Co2. Le nuove tecnologie devono essere autorizzate - e anche le rinnovabili sono necessarie per affrontare le sfide future». Un ragionamento che si è poi concluso oggi con Conti che sostiene l´inefficacia Kyoto per combattere l´aumento di emissioni da anidride carbonica

Un bombardamento a cui risponde con un fuoco di fila Roberto Della Seta (Nella foto): «L’aumento di CO2 dimostra l’inefficacia delle politiche energetiche, soprattutto nazionali – dice il presidente di Legambiente - Se da un lato è evidente che gli sforzi dei Paesi industrializzati nel ridurre le emissioni di CO2 rischiano di essere annullati dall’incremento delle emissioni delle economie in crescita (in particolare India, Cina e Brasile), è innegabile, come emerso chiaramente a Nairobi esattamente un anno fa, che il problema dei cambiamenti climatici è indotto dall’accumulo in atmosfera delle emissioni dovute, a partire dal secolo scorso, soprattutto ai Paesi oggi industrializzati. Sul fronte delle emissioni poi – continua Della Seta - è altrettanto evidente come le tensioni introdotte dall’incremento del prezzo del petrolio hanno visto un maggiore ricorso al carbone soprattutto nell’industria termoelettrica. Dunque non è un sproposito sostenere che Enel ha le sue responsabilità. Parallelamente restano poco efficaci le politiche di contenimento dei consumi, di miglioramento del sistema dei trasporti e di generazione da fonti rinnovabili».

Legambiente ricorda a Conti gli sconsolanti dati italiani di aumento delle emissioni: trasporti +27,5%, produzione di energia termoelettrica +17%, aumento complessivo al 13% che porta al 20% circa le riduzione da realizzare da oggi al 2012. Se il Protocollo di Kyoto non funziona, dicono gli ambientalisti del cigno verde forse dipende dal fatto che la ricetta Conti è già stata attuata in Paesi come gli Stati Uniti, «lo stato più inquinante al mondo e l’unico paese industrializzato insieme all’Australia che non ha ancora ratificato il protocollo di Kyoto. Qui le emissioni di CO2 sono aumentate di un ulteriore 1,3 per cento rispetto al 2000 e del 15,8 per cento rispetto al 1990, arrivando nel 2004 a quota 7 miliardi di tonnellate».

E della Se non dimentica certo il riferimento alla centrale di Civitavecchia: «Ultima osservazione, ma non meno importante, riguarda il cosiddetto carbone pulito. Conti batte la strada di altri esponenti politici del nostro governo che sostengono in maniera anacronistica e incoerente la necessità di guardare alle moderne tecnologie per l’utilizzo del carbone pulito in quanto possibilità concreta di contenere i futuri rialzi del prezzo dell’energia e contribuire alla stabilità del sistema. Un enorme ossimoro, simbolo di una politica e di un’industria antiquata e incapace di proporre soluzioni innovative. Servirebbe più coraggio».

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