[15/11/2007] Comunicati

Martini: «L’educazione al paesaggio tra le materie scolastiche»

LIVORNO. Il presidente della Toscana Claudio Martini ha inaugurato stamani, al polo universitario di Novoli a Firenze, la due giorni degli Stati generali della sostenibilità dedicati ad ambiente, energia, diritti e innovazione, appuntamento al quale parteciperanno numerosi esperti nazionali e internazionali.

Parlando di problemi e opportunità della Toscana, Martini non ha nascosto alcune criticità, riferite soprattutto all’aumento dei consumi delle materie prime e dell’energia. «Tra il 1990 e il 2003 - ha spiegato - in Toscana le emissioni di CO2 sono cresciute del 7,6%: meno della media italiana, che è dell´11%, ma la percentuale è lontana da quanto previsto nel protocollo di Kyoto, che prevedeva una diminuzione del 6,5%. La Toscana ha anche aumentato il fabbisogno di energia del 10,7% e il consumo delle risorse idriche del 43%». Ma Martini ha anche ricordato che la Toscana è la seconda regione italiana per superficie boscata, ha una buona dote di finanziamenti per la bioedilizia e attualmente sono 50mila metri quadrati i pannelli solari istallati, nonostante in molte città i regolamenti edilizi creino notevoli problemi autorizzativi.

«Siamo la prima Regione - ha aggiunto Martini - ad aver firmato con il ministero dei Beni culturali l´intesa attuattiva del codice del paesaggio» e proprio per questo motivo, anche alla luce del dibattito che si è scatenato in questi mesi sulla cementificazione del territorio toscano, il governatore della Regione ha annunciato che sarà studiata la possibilità di inserire tra le materie scolastiche anche l’educazione al paesaggio».

Nel decalogo della sostenibilità, uno dei punti qualificanti per la regione sarà la previsione di destinare l´1% del Pil per la stabilizzazione dell´effetto serra e l’adattamento agli effetti del cambiamento climatico. Dando anche indicazioni concrete: «Lavoreremo ovviamente sul risparmio energetico, sull’ecoefficienza, su un fisco che premi i comportamenti virtuosi. Poi però bisognerà misurarsi con la complessità d’impatto di ogni energia, anche quelle rinnovabili: geotermia, eolico, biomasse, solare. Se il minimo problema diventa pretesto per bloccarsi, e non per trovare soluzioni, non ci resteranno che il petrolio ed il gas. E lo stesso vale per l’acqua, tema che diventerà sempre più cruciale: risolverlo richiederà un mix di vincoli, norme di risparmio, investimenti grandi e piccoli. Chiameranno tutti, dall’agricoltura all’industria, dal turismo all’edilizia ad un ripensamento, ad una nuova capacità revisionale».

Nella tarda mattina si è svolto anche l’interessante confronto tra scienziati e protagonisti delle scelte su ambiente, economia e sostenibilità: un faccia a faccia tra tesi diverse in materia di clima tra il direttore dell’istituto scienze dell’atmosfera del Cnr di Bologna, Franco Prodi, e il presidente della Fondazione per il clima e la sostenibilità, Giampiero Maracchi, mentre in serata è atteso l’intervento del ministro per lo sviluppo economico Pierluigi Bersani.

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