[14/11/2007] Rifiuti

Ma la gestione corretta dei rifiuti non si fa a colpi di slogan

FIRENZE. «Non è una campagna di manifesti shock, il vero shock sarebbe quello di vedere via Calzaiuoli invasa dai rifiuti - dichiara il presidente della Provincia di Firenze, Matteo Renzi, durante la presentazione della campagna di comunicazione sul tema dei rifiuti- Il nostro è un linguaggio che qualcuno può anche considerare provocatorio, ma in realtà è un richiamo al buon senso. In questo modo parliamo a tutti, anche alle famiglie che sanno benissimo che a un certo punto i rifiuti vanno smaltiti. Si tratta di una campagna di comunicazione che pone un problema reale, non stiamo parlando di cose astratte. La provincia comunica quello che fa. E sul tema dei rifiuti la provincia ha fatto quello che doveva fare. Nel 2004, quando sono stato eletto, avevo due alternative: o continuavo a discutere all’infinito del problema, oppure sceglievo una soluzione. Alla fine abbiamo deciso di decidere» conclude Renzi.

Ci pare ovvio che almeno il presidente sia convinto dell’operato della propria amministrazione ma la campagna sui rifiuti è destinata a sollevare un polverone e non certo per i manifesti. Tra le prime voci in forte dissenso quella di Un’altra città/Un altro mondo, gruppo di opposizione a Palazzo Vecchio che lega l’iniziativa della provincia al referendum che si terrà a Campi sulla costruzione del nuovo inceneritore della Piana. «La campagna promossa dalla Provincia di Firenze a favore degli inceneritori è una campagna che falsa la realtà, demagogica, pericolosa e non aderente alle ultime risoluzioni del Parlamento europeo in materia di rifiuti. Gli abitanti della Piana fiorentina non hanno bisogno di propaganda ma di politici e amministratori attenti, impegnati nella difesa del bene comune e non nella promozione di tecnologie pericolose per la salute dei cittadini da loro amministrati». Un’altra città/Un altro mondo, snocciolando una serie di dati per lo più noti e che comunque necessiterebbero di un certo grado di approfondimento, afferma che la campagna falsa la realtà dato che viene riportato che solo il 50% dei rifiuti prodotti può essere riciclata. «Se i nostri amministratori fossero meno provinciali conoscerebbero le esperienze più virtuose sia nel nostro paese che nel resto del mondo. Il comune di Capannori (Lucca) dal 1 febbraio al 31 ottobre 2006 ha raggiunto 82,40% di raccolta differenziata. Il Consorzio Priula gestisce il ciclo dei rifiuti urbani di 23 comuni della provincia di Treviso: 583,79 Kmq per 220.000 abitanti, raccolta differenziata al 75,3%» (in realtà il comune di Capannori si ferma a un pur ottimo 53,66% - mentre la percentuale dell’82% si riferisce solo a due frazioni del comune- e avvia la frazione secca a incenerimento esattamente come fa il consorzio Priula ndr).

Secondo il gruppo di opposizione in Palazzo Vecchio la campagna è demagogica perché fa intendere che nelle case della Piana fiorentina ci si riscalderà grazie all´energia prodotta dall´inceneritore «mentre è risaputo che tale energia è molto limitata e conveniente solo e soltanto se incentivata da finanziamenti pubblici». Infine viene denunciato che la campagna è pericolosa «perché dipinge la realtà degli inceneritori come una buona, risolutrice, persino seducente. Di diossine si muore invece, gli inceneritori di nuova generazione non sono più salubri di quelli di vecchia progettazione». Anche in questo caso si potrebbero tirare in ballo molti studi che affermano il contrario (vedi anche quanto riportato su greenreport dall’oncologo ed ex ministro Veronesi).

Ma critiche alla campagna della provincia sono state avanzate anche da alcune associazioni ambientaliste, Wwf in testa, che se la prende direttamente con Renzi «Il Presidente della provincia di Firenze, ha utilizzato soldi pubblici per diffondere una pubblicità falsa ed ingannevole alla cittadinanza - afferma il presidente della sezione regionale del Wwf Guido Scoccianti- Siamo davanti a dati palesemente manipolati ad uso politico, per ingannare i cittadini. I dati dell’Ato 6, dati certificati 2005, danno 544.000 tonnellate/anno con una RD del 33,28% (quindi sotto quanto chiede la Legge, il 35%), con una media pro-capite di 1,86 kg/giorno per abitante. Ma il comunicato del Presidente - continua Scoccianti - non dice che un cittadino medio produce solo 700 grammi/giorno ed il restante è tutto rifiuto assimilato che ritroviamo da aziende, artigiani... Inoltre la Toscana è la prima regione come produzione di rifiuti in Italia, a conferma che il nostro sistema gestionale, come attualmente è organizzato, è sicuramente sbagliato e può e deve essere migliorato!».

Questo è un dato di fatto difficilmente contestabile: il problema dei rifiuti è un problema anche in Toscana perché non è stato gestito o è stato gestito male. Scoccianti conclude facendo anche lui riferimento al referendum di Campi Bisenzio e chiedendo alla Provincia il ritiro della campagna e le pubbliche scuse a tutti i cittadini: «Si vuole entrare in modo scorretto e ingannevole nel referendum di Campi Bisenzio sull’inceneritore, influenzando con dati falsi i cittadini che sono chiamati a pronunciarsi su un quesito fondamentale per la salute e l’ambiente di tutti».

C´è da osservare che né da una parte né dall’altra si entra nel merito di come è stato concepito questo piano industriale, probabilmente con una “partecipazione” tardiva dei cittadini e affidandosi a uno smaltimento finale basato su un numero di inceneritori/termovalorizzatori eccessivo se si considera specialmente l’area vasta. In merito alla campagna di comunicazione della Provincia, ognuno ha i suoi modelli di riferimento e modalità, ma l’efficienza e l’efficacia di un corretto sistema di gestione dei rifiuti non è rappresentabile attraverso gli slogan, che invece la Provincia come i comitati fanno propri: una gestione seria e sostenibile del problema-rifiuti comprende una serie di azioni complesse e integrate, e non può essere semplificata né con la sola raccolta differenziata né tantomeno con il solo smaltimento (incenerimento o discarica che sia).

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