[14/11/2007] Rifiuti

Gli autodemolitori chiedono regole

LIVORNO. In inglese Car significa automobile, ma in Italia da poco tempo ha un altro significato: Confederazione autodemolitori riuniti. Insomma sempre di auto si parla, ma a “fine vita”. Il C.a.r. – da non confondere neppure con il centro avviamento reclute – si è presentato a Ecomondo riscuotendo un notevole successo di pubblico grazie al convegno dal titolo “Ottimizzazione del fine-vita del veicolo”. Momento di confronto dove sono emerse diverse criticità del settore del tutto simili a quelle degli altri imprenditori che si occupano della gestione dei rifiuti speciali e non solo.

L’incontro è stato aperto dall’intervento di Alfonso Gifuni, presidente dell’associazione che, dopo aver ricordato lo spirito di Crar - ovvero dare maggiore capacità di rappresentazione sindacale alla categoria degli autodemolitori - ha evidenziato «la poca chiarezza normativa che non solo rende più difficile lo svolgimento dell’attività in questione, ma rende anche complicato, a volte addirittura conflittuale, il rapporto tra le varie componenti della filiera “fine vita del veicolo”, cioè produttori, concessionari, demolitori, rottamatori, acciaierie ed industrie siderurgiche e difficoltoso il lavoro svolto dagli Organi di controllo».

Per questo motivo il Car intende promuovere un tavolo di concertazione tra tutti i soggetti interessati per discutere su come raggiungere gli obiettivi previsti dalla direttiva comunitaria, in particolare il conseguimento dell’85% di riciclaggio di componenti del veicolo.

Tommaso Campanile, responsabile nazionale dipartimento competitività e ambiente Cna, ha aggiunto che «l’attività degli autodemolitori rientra nei criteri di sostenibilità. Grazie alla presenza capillare della Cna sul territorio italiano, possiamo dare un valore aggiunto ai soci del Car, soprattutto nella gestione dei rapporti tra imprese di autodemolizione, alle quali le autorizzazioni provvisorie rilasciate dalle amministrazioni comunali impediscono una programmazione dell’attività a lungo termine, ed i Comuni».

Presente al convegno anche Enrico Bobbio, presidente Polieco, il consorzio che ha contribuito alla fase organizzativa della nascita del Car che ha spiegato alla platea che «sono a vostra disposizione 1000 piattaforme su tutto il territorio nazionale per il conferimento della materia plastica recuperata dai veicoli, precisamente dai serbatoi, dall’arredo interno e dai paraurti, dove sarà trattata al minor costo, ma ottenendo il massimo beneficio».

Ma i problemi, come premesso, sono soprattutto di carattere legislativo, come ha successivamente ricordato Sergio Rastrelli, consulente legale del Car, che ha parlato di «una realtà ad estrema complessità normativa». «La norma vigente che regola l’attività degli autodemolitori - ha chiosato - impone vincoli e prescrizioni, ma raramente consente l’esercizio del diritto. È necessaria un’inversione di tendenza, possibile solo attraverso una prospettiva di concertazione, non solo tra gli imprenditori, ma anche tra questi ed il legislatore. Gli organi di controllo (Noe, Guardia di Finanza, Polizia provinciale, rete Arpa/Appa) intervengono in maniera invasiva, proprio a causa di un’assenza di chiarezza da parte della Legge. In questo passaggio dal soffocamento all’apertura, il CAR potrà svolgere un ruolo primario».

E il magistrato Maurizio Santoloci, componente della commissione ministeriale per la revisione del Testo unico ambientale e consulente giuridico del ministro dell’Ambiente per la criminalità ambientale, non ha nascosto - nel suo intervento a conclsione del convegno - questa difficile e confusionaria situazione.

«La criminalità beneficia – ha detto - della difficoltà interpretativa della norma, perché quando questa non è cristallina, ognuno la interpreta soggettivamente ed il confine tra lecito ed illecito diventa molto labile. Gli autodemolitori pagano gli effetti di una norma che per contrastare la criminalità organizzata colpisce anche gli imprenditori onesti, dunque,il mondo imprenditoriale perbene, nel suo stesso interesse, deve allearsi con gli organi di controllo per isolare e contrastare i criminali ambientali».

Torna all'archivio