[14/11/2007] Parchi

Via libera bipartisan alla caccia allo storno

FIRENZE. L’accorato appello di Wwf e Lipu ai consiglieri regionali della Toscana non è servito a nulla: il consiglio regionale ha votato per consentire la caccia in deroga allo storno fino al 31 dicembre 2007, ponendo un limite massimo per ogni cacciatore di venti capi giornalieri e cento capi complessivi. Gli storni, che una direttiva europea pone tra le specie protette, possono essere cacciati solo in appostamento ed al di fuori delle superfici boscate.

Hanno votato contro solo Verdi e Sinistra democratica, che pure fanno parte della maggioranza, a favore tutti gli altri, da destra a sinistra, che gli ambientalisti accusano di aver ceduto alle pressioni della lobby venatoria. Un voto la cui bontà viene invece rivendicata dal presidente della commissione regionale agricoltura, Marco Remaschi, del partito Democratico: «Nel solco del provvedimento dell’anno scorso la caccia allo storno viene disciplinata in un’ottica di rispetto e salvaguardia delle produzioni agricole di qualità della Toscana e nella considerazione che ci troviamo di fronte ad una specie in forte proliferazione e tutt’altro che a rischio».

Remaschi chiede al governo nazionale di inserire gli storni tra le specie cacciabili normalmente, una richiesta condivisa anche dall’assessore all’agricoltura Susanna Cenni, che ha assicurato l’impegno della giunta Martini: «Occorre un quadro normativo certo. La legge non fa altro che prolungare di venti giorni quanto già deciso con una delibera di giunta».

Ma se il governo Prodi (o chi verrà dopo di lui)prendesse una simile decisione che scatenerebbe un ulteriore conflitto con l’Unione Europea che proprio sulla caccia alle specie comprese negli allegati della direttiva Uccelli ha aperto varie procedure di infrazione nei confronti dell’Italia, anche con successive condanne. Ma questo non spaventa nemmeno Roberto Benedetti di Alleanza Nazionale che pensa che «Il passo fondamentale, per evitare di dover ricorrere ogni anno alla deroga è l’inserimento dello storno tra le specie cacciabili».

Intorno all’abbattimento dei “fastidiosi” storni si è quindi creata un’inedita coalizione bipartisan che ha fra i suoi più accesi sostenitori il consigliere di Forza Italia Piero Pizzi, che ha visto accolti diversi suoi emendamenti ma respinto uno che addirittura prevedeva di poter utilizzare gli stoni come richiami vivi, entrando in conflitto non solo con le norme europee, ma anche con la legislazione italiana.

La sconfitta brucia invece al capogruppo dei Verdi Mario Lupi: «Siamo di fronte ad una scorretta applicazione del regime di deroga – ha detto - che ha già portato molte regioni a subire procedure di infrazione da parte dell’Unione europea, con costi a carico dei cittadini».

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