[14/11/2007] Energia

Oggi l´ok al gasdotto Galsi... tra i canti del cigno degli amministratori toscani

LIVORNO. Oggi ad Alghero il premier Romano Prodi metterà la firma sull’accordo intergovernativo con l’Algeria, che segue l’intesa tecnica già avvenuta per la realizzazione del gasdotto che dal paese africano porterà il gas in Italia, passando dalla Sardegna e approdando poi a Piombino.
Progetto che verrà realizzato e gestito dal consorzio Galsi, di cui è azionista l’algerina Sontrach con il 32%, Edison con il 18%, Enel e Wintershall conn il 13,5% a testa, due società della regione Sardegna con il 10% e l’azienda multiutility dell’Emilia Romagna Hera con il 9%.
Assente la Toscana, che non vede tra gli azionisti nemmeno una piccola azienda della regione.
«Il territorio toscano deve avere dei vantaggi, non può limitarsi ad ospitare il gasdotto» aveva annunciato il ministro Pierluigi Bersani nel febbraio scorso.
Ma oggi, al suggello dell’accordo politico tra i due paesi, nessun passaggio sembra essere stato fatto, se non altro per prevedere almeno un meccanismo di compensazione per la servitù accordata dal comune piombinese. Che ancora oggi però sembra attendere che qualche evento si avveri. «Dobbiamo ancora capire quale coinvolgimento avremo - ha detto il sindaco di Piombino Gianni Anselmi - ma non vogliamo fare la comparsa e per questo servirà un coordinamento con la Regione».

Ma proprio la Regione viene tacciata di mancanza di strategia di sistema da parte di Consiag, l’azienda pratese che aveva provato a mettere un dito nel consorzio Galsi, cercando di acquisire i diritti di commercializzazione, che sono invece stati ripartiti tra Enel, Edison, Hera e le due aziende sarde, e che già un anno fa aveva chiesto un interessamento da parte delle istituzioni toscane.

Un richiamo in extremis ad una azione regionale arriva poi dal presidente di Cispel, Alfredo Di Girolamo, che dice che «per la regione sta suonando l’ultima campanella».
Pure i consiglieri del Pd Erasmo D´Angelis e Virgilio Simonti si lamentano chiedendo «una forte iniziativa regionale, affinché, prima che sia troppo tardi, la Toscana possa essere riconosciuta come protagonista in questa delicata e strategica partita per il futuro energetico anche della nostra regione».

Raccoglie l’Assessore all’ambiente Anna Rita Bramerini - insediata però da pochi mesi, la quale annuncia che «chiederemo al ministero un tavolo per definire quali vantaggi avrà la Toscana» e dato che il ministro Bersani sarà domani a Firenze per gli stati generali della sostenibilità, potrà essere magari quella l’occasione. Anche se – pare inutilmente, perché il tempo è ormai abbondantemente scaduto.
Così la provincia di Livorno si ritrova con due rigassificatori in discussione e un tubo adduttore come Galsi già approvato, ma l´unica "compensazione" contrattata per tempo va al canale dell´Incile a Pisa! Niente da fare invece per le due centrali alimentate ad olio combustibile (Marzocco a Livorno e Tor del Sale a Piombino) che potrebbero essere riconvertite a metano ma che nessuno si è preoccupato di inserire formalmente e per tempo in nessun accordo.

E niente da fare anche per l’Elba che con il passaggio del gasdotto Galsi avrebbe avuto forse l’occasione per avviare un piano di metanizzazione dell’isola.

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