[13/11/2007] Energia

Il gas russo verrà venduto in Europa a 300$ per mille metri cubi

LIVORNO. Al congresso del World Energy Council di Roma l’amministratore delegato dell’Eni Paolo Scaroni ha detto che la dipendenza italiana dalle forniture di gas è eccessiva e che questo rappresenta un elemento di vulnerabilità per la nostra sicurezza energetica. La cosa non sembra aver fatto molta impressione ad Alexandre Medvedev (Nella foto), il vicepresidente di Gazprom, la grande holding del gas russo, che ha detto di voler intavolare una trattativa a livello europeo per imporre un prezzo continentale medio da alzare a 300 dollari ogni 1.000 metri cubi per il 2008. Una trattativa che, visto che i russi tengono i nostri rifornimenti dalla parte del manico, ha già un epilogo scritto: «Il prezzo medio del gas previsto per il 2008 è di 300 dollari per 1.000 metri cubi» ha detto serafico Medvedev.

Il manager della holding energetica russa ha spiegato che il prezzo medio del gas per il 2007 è compreso tra i 263 ed i 265 dollari per 1.000 metri cubi, quindi aumenterà di 35 o 37 dollari nonostante i nuovi giacimenti scoperti e in via di sfruttamento in Siberia e nell’Artico russo. Ma Gazprom non ha certo problemi di domanda e si può permettere di stringere e allentare i rubinetti: quest’anno dovrebbero essere 147 miliardi i metri cubi di gas venduti ai Paesi che i russi chiamano “dell’estero lontano”, da non confondere con i Paesi dell’ex Urss che i russi considerano ancora come Stati satelliti a cui fare prezzi di favore e con i quali sono in corso scambi energetici, economici e militari che ricalcano quelli di epoca sovietica.

Quello di Gazprom e della Russia è un monopolio di fatto e di sostanza che difficilmente potrà essere scalfito dalle invocazioni alla concorrenza del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso che al Wec ha chiesto di trovare norme comuni. «La Russia é un partner importante per l´Ue – ha detto Barroso - e noi vogliamo solo proteggere la competizione. Noi vogliamo che la situazione tra Ue e Russia sia “win-win”, cioè che ci guadagnino tutti: la Russia ha interesse a vendere energia all´Ue e l´Ue ha interesse a comprare energia garantendo sostegno e sicurezza. L´Ue non prende di mira nessuna specifica impresa o Paese ma vuole proteggere la concorrenza e non accetta che i Paesi terzi possano violare le norme. E´ sulla concorrenza, dunque, che stiamo discutendo con la Russia e su cui dobbiamo lavorare perché é nel nostro interesse risolvere ogni problema».

Ma di fronte alla fame di energia del Pianeta i russi sembrano poco interessati alla concorrenza e vedono l’Ue come un pericoloso competitore sui nuovi mercati asiatici che per loro rappresentano anche un investimento geopolitico per riaffermarsi nuovamente come potenza planetaria, tessendo e ritessendo alleanze che hanno al centro proprio i flussi di risorse energetiche.

Probabilmente l’Ue, se vuole imporre ai russi un mercato concorrenziale del gas ed avere la sicurezza che i freddi rubinetti dei gasdotti non vengano serrati in inverno nelle gelide distese russe, dovrà rivolgersi sempre di più verso sud, alla sponda araba del Mediterraneo e verso i giacimenti di gas ancora poco sfruttati della Nigeria e degli altri Paesi che si affacciano sul Golfo di Guinea.

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