[12/11/2007] Parchi

Sempre peggio per le aree marine

PISA. E’ proprio vero, al peggio non c’è limite. Che le aree marine protette siano il comparto più bistrattato e scalcinato dei parchi è cosa nota da tempo. Ne sappiamo qualcosa anche in Toscana dalla Meloria all’Arcipelago Toscano. Ma le cose vanno altrettanto male ovunque. Ebbene a fronte di questa situazione che grida vendetta a partire dai finanziamenti negati ai comuni interessati, ecco che il governo presenta un emendamento alla finanziaria sulle commissioni di riserva. E cosa propone il governo? Forse di abrogarle essendo state previste da una legge dell’82 quando non c’era la legge sui parchi che dal 91 stabilisce giustamente che le aree protette terrestri e marine sono affidate alla gestione di organi espressione di tutti i soggetti istituzionali? Manco per idea.

In nome della governance (un po’ d’inglese non guasta mai specie se si tratta di dare una fregatura!) si propone che la sua composizione sia dimezzata per risparmiare. Resterebbero, dopo questa incursione risparmiosa, un presidente (designato ovviamente dal ministero dell’ambiente), due esperti designati dalla regione interessate sentiti i comuni rivieraschi, due esperti del ministero dell’ambiente, un esperto dell’istituto Centrale per la Ricerca Scientifica e Tecnologia Applicata al Mare (Icram), un esperto delle associazioni ambientaliste. Comuni e province neppure l’odore.

Insomma si approfitta della finanziaria considerata evidentemente una salsiccia in cui si può ficcare di tutto, non per abrogare semmai una norma che ha fatto il suo tempo da tanto tempo, ma per sanzionare ulteriormente il ruolo di un fossile normativo palesemente in contrasto con la lettera e lo spirito della legge quadro e di tutte le leggi regionali. Con tanti saluti al ruolo e al consenso degli enti locali. E poi a Roma non si spiegano e non capiscono perché per le aree protette marine le cose vanno di male in peggio.

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