[16/03/2006] Comunicati

Siamo un popolo di avvelenati, ma cambiare si può

ROMA. 69 contaminanti di provata tossicità sono stati rinvenuti nel sangue di 14 direttori delle principali testate giornalistiche italiane. Il numero più elevato di contaminanti riscontrato in uno stesso soggetto è stato di 55 sostanze, mentre il più basso è stato di 13. Sono i risultati dell’ultimo biomonitoraggio effettuato dal Wwf in collaborazione con Aboca, azienda erboristica leader nei prodotti naturali, all’interno della campagna «Detox/Svelénati», che ha valutato l’esposizione umana ad alcuni tra i più tossici contaminanti esistenti attraverso l’analisi di campioni di sangue di volontari non esposti professionalmente, quindi rappresentativi della popolazione generale.

I risultati sono inequivocabili: tutte le persone sottoposte al test, indipendentemente dai luoghi in cui vivono e che frequentano, sono risultate contaminate in media da un «cocktail» di 39 sostanze chimiche sintetiche pericolose per la salute e tutti hanno tracce di pesticidi, metalli pesanti e ritardanti di fiamma. Questo studio, effettuato dal Wwf con la collaborazione del prof. Silvano Focardi dell’Università degli Studi di Siena Dipartimento di Scienze Ambientali e membro del comitato scientifico del Wwf Italia, conferma i risultati dei precedenti biomonitoraggi condotti lo scorso anno su alcuni rappresentanti del Parlamento europeo, deputati e senatori italiani, su testimonial di popolari trasmissioni Rai e su 13 famiglie europee (nonna, madre e figlia).

I 111 contaminanti ricercati nel sangue appartengono a sei classi di sostanze di nota pericolosità. Quelli ritrovati nel sangue dei volontari, nelle percentuali qui indicate, sono tutti interferenti endocrini, ovvero, sostanze capaci di agire sui delicati meccanismi della riproduzione, della crescita e di tutte le altre funzioni vitali normalmente regolate dai nostri ormoni:
i pesticidi, i ritardanti di fiamma, i metalli pesanti, i policlorobifenili, naturalmente presenti nell’ambiente, le cui quantità sono state però alterate dai processi industriali e dalle attività minerarie, sono stati riscontrati nel 100% dei soggetti;
le diossine sono state riscontrate nel 64% dei soggetti;
gli idrocarburi policiclici aromatici nel 29% dei soggetti.

«Il Wwf chiede al Parlamento Europeo, nella seduta prevista per il prossimo ottobre, di adottare e consolidare il regolamento europeo Reach – dice Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia – è infatti necessario che il regolamento assicuri che le sostanze più pericolose siano sostituite da altre più sicure e che produttori e importatori siano obbligati a fornire informazioni certe sulle circa 30.000 sostanze chimiche prodotte dall’uomo che circolano ogni anno in Europa. E’ essenziale che il Parlamento riaffermi il suo sostegno al principio della ‘sostituzione obbligatoria’. Ciò assicurerebbe più salute a anche un risparmio di 90 miliardi di euro, la cifra che in 30 anni potrebbe essere spesa per curare le malattie professionali dovute ad esposizione e contaminazione chimica. E’ un principio di buon senso, il modo per fermare davvero la crescente contaminazione da prodotti chimici tossici e fare in modo che la salute umana e quella dell´ambiente siano protette nella maniera più adeguata».

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