[16/03/2006] Urbanistica

Studi adeguati e confronto sul territorio per il distretto della nautica

FIRENZE. Come è noto, a Piombino, è in discussione un grande progetto di distretto nautico (forte di ben tre nuovi porti turistici!), con connessa attività cantieristica. Contemporaneamente, si sta anche discutendo una nuova, consistente espansione del porto commerciale. Le aree dove dovrebbero localizzarsi alcune di queste attività sono quelle comprese tra la vecchia foce del fiume Cornia e la centrale elettrica Enel di Torre del Sale. Si tratta di zone di enorme valore paesistico e ambientale, come è stato messo in evidenza su greenreport da Rossano Pazzagli, dal presidente della Parchi Val di Cornia Massimo Zucconi e da altri.

Particolarmente pregiato è lo spazio che comprende la foce del nuovo Cornia, che si incunea fra la centrale Enel a est e gli impianti siderurgici a ovest, formando un corridoio ecologico di straordinaria importanza. Esso connette le aree della riserva provinciale naturale e le oasi del Wwf di Orti/Bottagone – situata alla sinistra del Cornia e a nord della centrale – con la spiaggia di Ponte d’Oro alla destra del Cornia e con la retrostante vegetazione palustre, densamente frequentata da specie ornitologiche anche rare, che si estende per decine di ettari formando un prodigioso filtro tra gli stabilimenti e la spiaggia.

Come è stato opportunamente ricordato, il vigente Piano regolatore generale di Piombino (approvato nel 1994) scorporò le aree della foce del Cornia dalla zona industriale, destinandole a funzioni agricole di interesse paesaggistico. La spiaggia a ovest fu classificata addirittura a parco. Adesso, con una variante contestuale all’elaborazione del Piano Strutturale del Circondario della Val di Cornia, si contraddice quella illuminata e saggia decisione a suo tempo condivisa da comune e regione, e il piano strutturale in corso d’opera, sembra debba adeguarsi a questa decisione. Il tutto senza un adeguato confronto sul territorio, su soluzioni e ipotesi diverse, valutando scenari, prima delle decisioni, sulla possibile localizzazione di un eventuale porto turistico.

Il motivo di questa inversione di rotta dipende essenzialmente dall’eccesso di enfasi con il quale il Comune di Piombino affronta il tema del diportismo, attribuendo ad esso un peso eccessivo nella diversificazione delle attività produttive, senza disporre di studi adeguati a sostegno di una decisione. Anche lo studio di Pranzini & Aminti sulle localizzazioni portuali possibili nel tratto tra la foce del Cornia e il porto commerciale, non privilegia il sito sul fiume, anche se lo ammette. Questo studio, di tipo sostanzialmente geologico, privilegia invece il riuso della “Chiusa di Pontedoro” perché già esistente ed in grado di determinare anche effetti positivi per il ripascimento delle spiagge ad est di Piombino.
(nella foto il porto turistico di Salivoli)

Fausto Ferruzza è direttore di Legambiente Toscana
Renato Cecchi è di Ambiente e Lavoro Toscana

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