[16/03/2006] Energia

Illuminazione pubblica, Siena al vertice dell´efficienza energetica

SIENA - Siena è il capoluogo toscano più virtuoso per l´illuminazione pubblica, ma è anche la seconda città italiana, dopo Pavia. Un esempio da seguire in un quadro nazionale abbastanza deprimente, perché l´Italia fatica ad accogliere le potenzialità e possibilità tecnologiche per risparmiare energia e raccogliere anche a livello di amministrazioni locali gli obblighi e la sfide del protocollo di Kyoto.

Sono i dati che emergono dalla prima indagine nazionale in tema di efficienza e sprechi nell’illuminazione pubblica: «Facciamo piena luce!», realizzata da Università di Padova e Legambiente e presentata oggi al Salone delle ecotecnologie (Sep).

La ricerca è stata realizzata sui 103 capoluoghi di provincia, ma solo 70 hanno fornito informazioni. Sono stati presi in considerazione indici tecnici, quantitativi (efficienza luminosa dell’impianto, estensione del consumo, numero di punti luce in rapporto al consumo, valore economico medio dei punti luce, investimenti sulla potenza installata), che rappresentano l’80% dell’indice generale complessivo, e indici gestionali che pesano per un 20% sull’indice generale.

A guidare la classifica dell’illuminazione pubblica delle 70 città di «Facciamo piena luce!», è Pavia, che ha il parco lampade migliore con un 47% di efficienza energetica e il 6,405 totale, Siena la tallona con il 6,024 ed è prima per minor consumo su punto luce. Tra le prime quindici città, 5 sono del Nord, 7 del Centro e 3 del Sud.

Per trovare un´altra toscana bisogna scendere al diciottesimo posto di Livorno (nella foto una suggestiva immagine della Terrazza Mascagni illuminata), con un indice di efficienza, consumi, diffusione dei punti luce, costi e gestione dell’illuminazione urbana di 4,315. Seguono: Massa ventisettesima (3,629); Prato che si piazza al trentesimo posto (3,477); Lucca è trentacinquesima (3,302); Pisa è al numero 40 (3,108); Arezzo al 45 (3,026).

Per gli autori dell´indagine «esiste un margine di miglioramento nell´efficienza energetica superiore al 32% in valore economico (rapporto tra risparmio potenziale e consumo reale). Inoltre, se tutti i comuni avessero la stessa efficienza energetica del parco illuminante di Pavia, si avrebbe un risparmio energetico complessivo pari a 286.125 MWh, che consentirebbe di fornire corrente gratis a 125mila persone, cioè ad una città come Vicenza.
E una mancata emissione di 206.010 tonnellate di CO2 ogni anno».

«Da questi dati – ha commentato Francesco Ferrante direttore generale Legambiente – si capisce quanto più utile e produttivo per il nostro Paese sarebbe attuare vere strategie di risparmio energetico, anche in un settore come quello dell’illuminazione pubblica che conta solo l’1,9% dei consumi nazionali, piuttosto che costruire nuove centrali o ricorrere a vecchi combustibili per produrre lo stesso quantitativo di beni e servizi. La diminuzione dell’intensità energetica – ha concluso Ferrante - è infatti una delle priorità che l’Italia dovrebbe darsi in vista del protocollo di Kyoto».

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