[19/10/2007] Consumo

Polveri, nanopolveri e pressione delle gomme

LIVORNO. Quando si dice che il mondo è tutto attaccato, può sembrare un banalità ma si scopre poi che nella realtà è un espressione quanto mai veritiera.
Nell’intervento pubblicato stamani dal sole 24 ore, Francesco Gori presidente dei produttori europei di pneumatici e ad di Pirelli, che interviene sulla necessità di rivedere i limiti imposti da Bruxelles per la riduzione delle emissioni inquinanti, considerati tecnologicamente irraggiungibili, fa una serie di affermazioni interessanti. Che inducono a pensare come a volte certi comportamenti potrebbero avere un peso assai maggiore di quanto non si potesse immaginare.

Intanto il fatto che la principale incidenza dei consumi dei pneumatici è data dalla perdita di pressione, che dovrebbe essere controllata una volta al mese. Sarebbe interessante fare una indagine per sapere quanti sono gli automobilisti che mettono in pratica questa semplice regola, che oltretutto avrebbe un vantaggio non indifferente in termini di sicurezza sulla guida e quindi di un minor numero di incidenti stradali. E che avrebbe anche l’ulteriore vantaggio di ridurre la quantità di polveri sottili che vengono create e poi sollevate proprio dal maggior consumo dei pneumatici per la frizione sull’asfalto.

Per eliminare le quali l’Unione europea chiede di eliminare gli olii aromatici tra gli ingredienti dei pneumatici, perché hanno un impatto negativo da questo punto di vista.
L’Unione europea chiede anche misure per ridurre di otto decibel il rumore e quindi impegni ai costruttori di pneumatici per ottenere questo obiettivo.

Valore che i costruttori ritengono impraticabile e rilanciano con un´altra proposta: intervenire sulle strade anziché sui pneumatici, con un particolare asfalto granulato. Con tre risultati: ridurre l’impatto acustico, che è quello che viene richiesto, aumentare l’aderenza grazie alla ruvidezza del manto e risolvere il problema delle smaltimento dei pneumatici. Una proposta che varrebbe la pena di approfondire.

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