[18/10/2007] Consumo

L’Ue contro i bracconieri del mare ed i pirati della pesca

LIVORNO. La pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (illegal, unreported and unregulated - Iuu), muove nel mondo un giro di affari in nero di circa 10 miliardi di euro all’anno, e le importazioni nell’Ue di prodotti provenienti da pesca Iuu è di oltre 1,1 miliardi di euro. Per questo la Commissione europea ha reso nota oggi una comunicazione che descrive le cause e l’ampiezza del fenomeno, i danni che provoca ed il suo impatto sull’ambiente marino e l’economia dell’Ue che rendono necessari nuovi sforzi ed azioni precise per contrastare il fenomeno.

L’Ue pensa che le sfide a cui far fronte sono essenzialmente tre: riconsiderare, prevenire e sanzionare l’importazione di prodotti Iuu nell’Ue; dissuadere non solo gli operatori Iuu ma anche gli Stati che praticano o tollerano la pesca Iuu; fare in modo che le regole applicabili alla pesca siano meglio rispettate nelle acque dell’Ue e dai cittadini dell’Ue quando pescano fuori dalle acque territoriali.

Per Joe Borg (Nella foto), commissario Ue alla pesca ed agli affari marittimi, «bisogna applicare il principio della tolleranza zero verso la pesca pirata che non ricompensa che coloro che distruggono le risorse alieutiche. Il resto del mondo soffre le conseguenze della pesca Iuu, responsabile della sovrapesca, della distruzione degli habitat marini e della concorrenza sleale. Solo un’azione determinate condotta a scala mondiale, un impegno totale e una cooperazione a tutti i livelli saranno capaci di venire a capo d queste pratiche inaccettabili. L´Ue deve dare l’esempio, ed é quello chef a oggi lanciando questa nuova proposta».

La chiusura del mercato europeo ai prodotti illegali si baserà principalmente sull’applicazione del principio del “port state control”. In futuro, tutti i prodotti di pesca importati nell’Ue, freschi, congelati o trasformati, dovranno essere certificati dallo Stato di immatricolazione dei pescherecci responsabili della cattura che attesteranno così che i prodotti sono leciti e che i pescatori hanno regolare licenza di pesca, permessi e quote di cattura. L’accesso ai pescherecci extracomunitari sarà consentito solo in alcuni porti designati e stabiliti da ogni Stato membro dell’Ue e saranno interdetti i trasferimenti del pescato in mare dai pescherecci di Paesi terzi a quelli dell’Unione Europea.

L’Agenzia comunitaria di controllo delle pesche avrà un ruolo centrale e l’Ue pensa anche di compilare una lista nera dei pirati della pesca e dei bracconieri del mare e di vietare la vendita di pesce che proviene da Paesi che non cooperano con l’Ue nel campo della pesca sostenibile e lecita, rafforzando il potere esecutivo degli Stati per contrastare la pratica della pesca illegale anche dai bracconieri che operano nelle acque dell’Unione europea.

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