[21/11/2012] News toscana

Governo del territorio: guerra aperta tra Provincia di Grosseto e il Comune di Monte Argentario

Proprio nell'area dove la furia delle acque ha portato morte e devastazioni, che al di là delle cause specifiche avrebbero dovuto far riflettere tutti su uso e abuso di suolo, infuria la polemica tra le istituzione sull'applicazione degli strumenti di governo del territorio. La diatriba tra Provincia di Grosseto e Comune di Monte Argentario sul Regolamento urbanistico è storia vecchia (anche greenreport ne ha già trattato), ma ancora la questione di merito non è risolta, vogliamo pensare per diversità di vedute tecniche e non di appartenenza politica.

La provincia ha richiesto la Conferenza paritetica, convocata per il prossimo 27 novembre, sull'approvazione del Regolamento urbanistico di Monte Argentario, dato che, a suo avviso, il Consiglio comunale ha introdotto modifiche consistenti rispetto all'atto adottato, individuando nuove previsioni edificatorie, talvolta in contrasto con lo stesso Piano strutturale comunale, senza consentire né ai cittadini, né alla provincia di Grosseto di presentare le proprie osservazioni, nel rispetto di quanto previsto dalla L.R. n.1/2005 sul governo del territorio.

Dalla provincia spiegano che alcune delle osservazioni presentate dall'ente non sono state accolte dal comune di Monte Argentario, determinando contrasti con il Piano territoriale di coordinamento (Ptc) su aspetti che rivestono notevole importanza per lo sviluppo del territorio provinciale come ad esempio «la possibilità di costruire all'interno dei boschi, la possibilità di realizzare manufatti agricoli precari in piccoli appezzamenti anche di 1000 mq e l'assoluta assenza di disposizioni orientate a disincentivare la realizzazione propria e/o impropria di seconde case (a vantaggio della residenza stabile) né a limitare la possibilità di realizzare mini alloggi, ma anzi incentivando i frazionamenti degli appartamenti che porteranno senza dubbio ad un carico urbanistico dei tessuti urbani interessati e quindi una rilevante incidenza sui criteri qualitativi di vivibilità della zona: sulla mobilità, sulla dotazione dei parcheggi, dei servizi, delle infrastrutture». A seguito di queste osservazioni il comune di Monte Argentario non ha scelto la strada del confronto con l'amministrazione provinciale, ma si è rivolta al Tar affermando che è stata fatta «una errata lettura della disciplina del Regolamento stesso».

Il comune, richiamando l'autonomia territoriale, vuole rendere operativo lo strumento senza ulteriori perdite di tempo. «È evidente che i problemi del Regolamento urbanistico di Monte Argentario non sono certo le dune o i crocicchi come sta tentando di far passare sulla stampa il sindaco Cerulli -  ha sottolineato il vicepresidente provinciale e assessore al governo del territorio Marco Sabatini - Tra l'altro non trova nessun fondamento dire che il Regolamento urbanistico sia stato "bloccato" dalla provincia.

Il Piano è operativo e può produrre i suoi effetti, fatti salvi solo quegli elementi oggetto di incompatibilità. Rispettare le norme è compito di tutti soprattutto in una materia delicata come il governo del territorio. Purtroppo però debbo constatare che nonostante i frequenti disastri ambientali, alcuni amministratori, indipendentemente dal loro colore politico, perseverano nell'ostinarsi a riproporre il vecchio approccio dell'espansone edilizia incontrollata che aumenta il carico urbanistico, sia nelle zone rurali che nei centri abitati, e le conseguenze sono davanti agli occhi di tutti» ha concluso Sabatini.

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