[29/12/2009] News

Il Brasile amnistia i tagliatori illegali? Intanto Lula approva la nuova legge sul clima (con 3 veti)

LIVORNO. Secondo la rete di 20 associazioni brasiliane che hanno aderito alla campagna internazionale Tick Tock (Tic Tac) contro il global warming, il governo brasiliano avrebbe sospeso per tre anni le pene per il taglio illegale delle foreste realizzato fino al 10 dicembre.

Il governo di Brasilia e il presidente Lula, nominato uomo dell'anno da Times anche per il suo impegno per l'ambiente, con questo provvedimento sarebbero in netta contraddizione con quanto il Brasile ha detto alla Conferenza sul cambiamento climatico di Copenhagen.

«Invece di applicare la legislazione ambientale esistente, si cercano strade per indebolire i regolamenti - ha spiegato a Tierramerica Aaron Belinky, coordinatore di Tick Tock - E' una decisione che rafforza la cultura dell'impunità».

Le 20 associazioni ambientaliste e Ong brasiliane in un comunicato congiunto respingono il programma "Mais Ambiente" del governo che comprende l'amnistia per i distruttori delle foreste: «Favorire chi ha deforestato nel 2009 è stimolare nuove deforestazioni. Nessuno rispetta una legge che lo stesso governo dice che cambierà».

La delusione per l'amnistia natalizia del governo è grande, anche perché il Brasile a Copenhagen aveva presentato una Red strategy nazionale che puntava fortemente alla riduzione della deforestazione ed alla salvaguardia della foresta amazzonica e degli altri habitat forestali del Paese.

L'amnistia contrasta anche con quanto ha detto (nelle stesse ore in cui gli ambientalisti lanciavano l'allarme) il ministro dell'ambiente brasiliano Carlos Minc che, dopo un incontro con il presidente Lula, ha confermato che il Brasile rispetterà come se fossero vincolanti gli obiettivi di riduzione di gas serra che si è dato per il 2020, e questo nonostante il fallimento del summit di Copenhagen.

«Siamo perfettamente in linea con gli obiettivi - ha detto Minc ai giornalisti - Non importa che Copenaghen non sia andata come avevamo sperato. Lula porrà il veto su tre punti del disegno di legge sul clima approvato dal Congresso il mese scorso, ma manterrà gli obiettivi delle emissioni. Gli obiettivi sono stati mantenuti, che è la cosa più importante. Il Brasile avrà una forte politica per il cambiamento climatico».

Il presidente brasiliano ha messo il veto sulle proposte per limitare la costruzione di piccole centrali idroelettriche e sulla riduzione dell'uso di combustibili fossili.

Il Brasile punta a ridurre entro il 2020 le sue emissioni di gas serra di oltre il 39%, in realtà si tratta di un meno 20% rispetto ai livelli del 2005. Il disegno di legge firmato da Lula prevede che questi obiettivi siano quantificabili e verificabili. Il Brasile si distingue così dagli altri grandi Paesi emergenti (Cina, India, Sudafrica) che sono suoi alleati nella "Basic" che invece si sono dati obiettivi volontari ma rifiutano ogni controllo.

Come l'impegno di Lula e di Minc possa camminare di pari passo con l'amnistia per i tagliatori abusivi è abbastanza difficile da spiegare, visto che una delle maggiori fonti di emissione di CO2 del più grande Paese dell'America latina è rappresentata proprio dalla distruzione della foresta pluviale amazzonica.

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