[16/10/2009] News

Fotovoltaico, la Germania dei record taglierÓ gli incentivi?

GROSSETO. La Germania è stato un paese leader nelle politiche energetiche del futuro e ha sovvenzionato le imprese delle energie rinnovabili perché quelle politiche divenissero realtà, ma il nuovo governo del cancelliere Angela Merkel ha annunciato che adesso potrebbero esserci tagli pesanti.

Nei colloqui di coalizione, tra il Cancelliere Angela Merkel (Cdu) e il partito dei Liberi democratici con cui si sta varando il nuovo governo tedesco, si è infatti discusso di questa possibilità arrivando alla conclusione che tagliando drasticamente le sovvenzioni l'industria delle rinnovabili potrà diventare più efficiente e che un primo documento di revisione del Renewable energy sources act (Eeg) sarà pronto nel 2010.
«Se ha senso, si possono fare tagli - ha detto l'esperto di energia Michael Fuchs - per esempio nel settore come quello dell'energia solare, dove la tecnologia ha portato ad una riduzione dei prezzi».

Il sostegno che negli ultimi 10 anni il governo ha dato alle rinnovabili ha guidato la forte crescita del settore. La Eeg, infatti, entrata in vigore nel 2000, prevede l' obbligo per i gestori della rete di dare la precedenza all'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili e di pagare quote fisse nelle tariffe per l'elettricità; inoltre questa legislazione ha garantito agli investitori nelle energie rinnovabili che avrebbero avuto un profitto, fornendo così un forte incentivo a sviluppare il settore.

Ed in Germania la prova di questa crescita è evidente: ovunque si possono vedere i parchi eolici, solari e impianti solari sui tetti delle case private.
Una politica che ha dato importanti risultati anche nell'economia del paese, sviluppando imprese in tutta la filiera e creando nuovi e stabili posti di lavoro: il settore delle energie rinnovabili ha impiegato circa 280.000 persone l'anno scorso, con un incremento - ce secondo i dati dello stesso governo- è stato di oltre il 10% a partire dal 2007.

Adesso la preoccupazione espressa in campagna elettorale da Verdi e Spd che un governo spostato a destra avrebbe potuto rimettere in discussione questi obiettivi si sta dimostrando reale.

Carsten Koernig, direttore esecutivo dell'associazione industriale tedesca per il solare ha fatto presente che già adesso le sovvenzioni all'industria sono ridotti del 10% ogni anno, una riduzione ritenuta adeguata dato che l'industria era stata in grado di tagliare i costi del 50% dal 2000.

«Ora la domanda è: ci sono margini ancora più grandi?- ha sottolineato Carsten Koernig - stiamo attenti a fare cambiamenti su vasta scala» anche considerando i recenti abbassamenti dei costi.

Riduzioni su vasta scala, potrebbe infatti avere un impatto negativo sulla disponibilità da parte dei consumatori finali a fare l'investimento iniziale in pannelli solari e ha lanciato il sospetto che dietro a questa proposta ci sia un altro motivo : «Sappiamo tutti - ha detto Koernig -che il governo tedesco principalmente desidera allungare i tempi di chiusura degli impianti nucleari».

Dopo la decisione di rivedere i tempi di uscita dal nucleare (fissati al 2020) adesso l'annuncio della volontà di rivedere anche il sistema di incentivi alle rinnovabili sarebbe davvero un decisivo passo indietro della Germania sulle politiche energetiche.

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